Profezia e conversione

Exemple

Profezia e conversione


A volte sembra che Dio sia silenzioso e disattento, chiuso nell’infinità dei cieli:
è forse per questo che un lontano discepolo di Isaia
prorompe in un grido viscerale rivolto al Dio che è in cielo,
perché le forze spirituali del popolo di Dio sembrano essersi esaurite…
Il popolo di Israele sembrava piombato in una situazione quasi senza uscita:
le parole profetiche dichiaravano che il caos stava per ingoiare la terra…
Da questo nasce il grido, perché è tempo che Dio agisca, e con determinazione:
Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
La speranza del discepolo di Isaia si fa concreta nella sua mente:
e descrive l’incedere di Dio come quello di un guerriero che scende in battaglia:
le montagne tremano, le fiamme divampano, l’acqua ribolle…

Non contento di invocare, il profeta mette in gioco anche l’onore stesso di Dio:
lui è l’unico sovrano e deve dimostrare la sua forza davanti alle genti,
perché tremino e conoscano il suo nome…

Le parole profetiche fanno rinascere speranza nel cuore del popolo umiliato,
e la speranza fa germogliare un vero pentimento:
Israele è, ora, un terreno fertile,
dove saranno seminati grazia, perdono e salvezza mandati da Dio…
Un pentimento che prepara la strada
perché il popolo si affidi totalmente alla misericordia di Dio…
Ecco, allora, l’implorazione a Dio perché consideri, ancora una volta,
la rovina delle città, la desolazione di Gerusalemme, e le macerie del Tempio:
il profeta non può neppure immaginare che Dio rimanga impassibile,
che taccia e continui ad affliggere il popolo fino all’estremo…

A questo sconforto del profeta, del popolo,
e, universalmente, dell’intera umanità,
Dio risponde, nel tempo, in molti modi, con le parole dei profeti,
e, nella pienezza dei tempi, risponde con il dono di Gesù
che, oggi, per le parole evangeliche di Giovanni, diventa il dono del pane:
Io sono il pane della vita; chi crede in me non avrà fame, mai!

Una memoria, quella del pane, da non ridurre a sola ritualità:
guai separare l’Eucaristia dalla fatica della storia umana….
Drammatico sarebbe separare il celebrare Messa dal cambiamento dell’umanità:
celebrare il pane della vita è impegnarsi per la conversione dei cuori…
Un’unica opera che noi discepoli di Gesù – anche se pessimi –
abbiamo il compito di custodire e realizzare,
come il cuore segreto e annunciato della salvezza del mondo…

 don Enrico

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