La “Via dell’umanità”: segnali

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La “Via dell’umanità”: segnali


Questa nostra strada intrapresa fra gli ulivi, che abbiamo chiamato “Via dell’umanità”, comincia a rivelarci importanti messaggi. Ci arrivano da incontri, letture, dialoghi e ricerche. Sono realmente infinite le possibilità di acquisire consapevolezza, in ogni istante, sapendo ascoltare.

Abbiamo così deciso di raccoglierne alcuni, per ora estrapolandoli dai contenuti pubblicati in questo sito, di valorizzarli per renderli più evidenti, come se fossero delle risposte alle nostre richieste di indicazioni sulla strada da seguire verso un luogo da raggiungere a noi ancora ignoto.

Immaginiamo di incontrare quei vecchi del posto, come ancora si vedono nei paesi, dai volti intensi di verità vissute, di chiedere a loro una piccola informazione e di ricevere molto di più: un sorriso aperto, due occhi vivaci e limpidi che esprimono ospitalità e simpatia e indicazioni sicure di chi sa e conosce da sempre quei luoghi, consigli sulla strada migliore, più breve, meno accidentata, più sicura ma anche più bella e sociale.
Non un’informazione quindi ma un insegnamento, una condivisione di esperienza di vita, che ci dona pienezza e ci fa sentire accolti e protetti. Tutti noi, viaggiando, abbiamo forse provato questa sensazione.

Cominciamo così oggi, prima domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore, a raccogliere parole, per tenerle presenti, per non dimenticarle.

Si tratta di frasi brevi e immediate, contenuti importanti che non temono il fallimento di un progetto utopico, perché, per loro essenza, sono animati da inesauribile vitalità e da un’energia che muove verso quel nuovo ‘originario’ che è il messaggio universale di Gesù, sempre immenso e decisivo nell’attivare trasformazioni profonde nelle persone.

 

Dalle Letture:

“Fratelli, nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono.
Non abbiate quindi niente in comune con loro. Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce.
Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà”.

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 5, 6-14 (dalle Letture del 30.08.2020)

 

Dalle Omelie:

 

“Anche ai nostri giorni sembra che il nuovo, il giusto ed il vero non riescano ad affermarsi se non in modo sporadico e provvisorio”(…)

“Non possiamo e spero non vorremo limitarci ad imboccare una strada di preghiera e devozione intimista e chiusa verso il mondo esterno; del resto non mi piace neppure la via di chi si ferma alla pura denuncia: non ci conforta gran che il fatto che la storia ricordi Erode come un re assassino, e insieme a lui i suoi emuli del passato e dell’oggi.
Proviamo a valorizzare invece tutti i tentativi (e non sono pochi) di realizzare oasi di pace e dialogo, di organizzare strumenti per sostenere le fasce più deboli dell’umanità; solo mettendo in evidenza il bene già in atto si può dare un corpo reale all’utopia e rinfocolare la speranza della nuova terra.

Don Augusto Casolo (Omelia del 30.08.2020)

 

“Conoscere chi è Gesù: Gesù è questo, prima di tutto: l’accoglienza” (…)

“Vedete, Il nostro brano ha raccontato il ritorno degli apostoli, ma non ha raccontato l’invio. Ebbene il racconto dell’invio, a mio avviso, è molto significativo. Viene detto per che cosa li inviò. Sentite: “E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi” (Lc 9,2)”.
Voi mi capite, anche per i discepoli, come per Gesù, una cosa e l’altra insieme: annunciare il regno e guarire. Mai una cosa senza l’altra.

“…il verbo guarire ha mille sfaccettature. Proprio per questo è luminoso. E la domanda che subito mi batte nel cuore è questa. “Ma io, nella mia vita, ho mai guarito qualcuno?” O, forse meglio: “Ho cercato di guarire qualcuno? Mi sono preso cura di persone, di situazioni? Per sollevare da depressioni e degrado? A livello personale, ma anche a livello ecclesiale, a livello sociale? Contro la cultura dello scarto? Ho asciugato qualche lacrima negli occhi di qualcuno? Lascio a voi declinare il verbo “guarire”.

Don Angelo Casati (Omelia del 30.08.2020)

Dalla Comunità:

 

Non sempre camminare in silenzio è segno di assenza di parola; può essere ascolto dell’altro; al contrario talora l’ascolto non è in funzione del capire ma solo la ricerca di cosa rispondere.

Una fedele, 09.09.2020

Un certo silenzio ci accompagna nel cammino; di che si tratta? Raccoglimento meditativo? No, sembra piuttosto un segno di sconforto osservando la negatività che ci circonda. Un male che toglie la parola.
Eppure la “Via dell’umanità” che stiamo percorrendo dovrebbe essere anche “canto”! Coraggio allora, andiamo avanti cercando nuova luce.. pensiamo al silenzio di Maria all’Annuncio dell’Angelo che prelude al Magnificat, meraviglioso canto che annuncia la nuova vita. Un ascolto che rigenera.

Una fedele, 10.09.2020

 

Proseguiamo intanto verso la Domenica dell’Ulivo, una meta, un luogo, una nuova festa che ci attende all’arrivo, dove poterci fermare e condividere idee per un impegno diverso.

 

Per partecipare: info@santiporfeti.it


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