Pecore e lupi, serpenti e colombe

Exemple

Pecore e lupi, serpenti e colombe


Alla comunità dei suoi discepoli, chiamati e radunati intorno a lui,
e, proprio per questo stare con lui, investiti della sua stessa autorità,
Gesù affida alcune direttive in vista della loro futura missione…

Gesù pone davanti agli occhi dei discepoli due metafore:
le pecore in mezzo ai lupi e serpenti prudenti compagni di colombe semplici…

C’è da chiedersi perché mai il Buon Pastore, anzi il Bel Pastore,
mandi una pecorella, proprio in mezzo al branco di lupi,
lui che tanto ha fatto per riportarla all’ovile,
lui che la chiama con voce inesprimibile e la cura nelle sue ferite,
lui che dà la vita per le sue pecore…
Forse Gesù vuole, prima di tutto, richiamare le sue pecore
alla convinzione di essere mandate:
le pecore non sono proprietarie della missione,
non devono compiere scelte imprudenti e finire da insipienti nella tana del lupo,
non devono soccombere a ingenuità e spavalderie,
andandosene in giro lontano dal gregge e senza motivo…
Le pecore sono mandate in un contesto difficile e pericoloso,
ma il comando di Gesù – io vi mando – esprime protezione e presenza……
Se i discepoli, inviati in missione, saranno in pericolose situazioni,
avranno la certezza che, come mandati, hanno tutte le forze necessarie,
e sono, comunque, nelle buone mani del Buon Pastore…

Anche riguardo all’astuzia dei serpenti e alla semplicità delle colombe,
Gesù sembra connettere due atteggiamenti:
fiducia in Dio e riflessione attenta nel modo di relazionarsi con gli altri…
Il serpente conosce bene il terreno su cui si muove,
la colomba è in grado di spiccare il volo verso l’alto…
La colomba si posa serena sul ramo e tuba con gemiti piacevoli,
sa volare pacificamente e non nuocere ad alcuno……
Ma non basta la semplicità: potrebbe diventare sdolcinato buonismo!
Il serpente, pur consapevole della possibilità di avvelenare gli altri,
si inserisce nella fenditura e ha la capacità di rinnovare la pelle:
più che attaccare, evita il pericolo e fa di tutto per difendere la propria testa…

Quindi è necessaria una prudenza temperata dalla bontà,
e una semplicità temperata dalla ragione…
Innocentemente colombe, quanto a candore,
ma responsabilmente serpenti nell’attento discernimento…

don Enrico

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