Passi, sguardi, voci

Exemple

Passi, sguardi, voci


Gesù è appena uscito dal deserto,
dopo i quaranta giorni di grande solitudine e lotta contro il tentatore…
L’Evangelo condensa in questi episodi la vittoria di Gesù,
che, sicuro dell’amore del Padre suo, torna nella Galilea,
terra lontana e disprezzata, terra di confine e di estraneità,
e qui porta la luce della sua Parola e la sua salvezza…
Non c’è più solitudine, né deserto, né arsura e fame,
ma limpida acqua di lago e uomini ferventi nelle loro attività…
Gesù, il Dio-con-noi, non rimane fermo e nascosto, ma cammina,
passeggia lungo il mare, lungo le rive della nostre quotidiana fatica…

Il camminare di Gesù non è un muoversi ozioso,
i suoi occhi scrutano, vedono, osservano, e, anche a distanza, già conoscono…
Essere visti non è frutto del nostro fare colmo di ostentazione
e non è premio di un dovere ben eseguito, o di una bravura manifesta:
non siamo visti per nostro merito, ma solo per scelta, per dono di Dio…
Il Vangelo è, prima di tutto, lo sguardo di Gesù, di Dio, su di noi…

Da questo sguardo sgorgano parole semplici e limpide
che chiedono di mettersi in cammino, di partecipare al muoversi di Gesù,
e anche a noi, giunge l’invito: Venite dietro a me…
Quella di Gesù è voce che risveglia e interpella,
è voce che offre una rotta, segna un percorso da fare,
non lascia smarrire, perché è lui ad aprire la strada…

L’invito è un dono dolce, ma è possibile anche non acconsentire:
non vi è fiducia senza libertà di accettare o forse rifiutare il dono…
I primi quattro compagni di Gesù, ascoltano e accolgono la Parola:
un’accoglienza semplice, radicale, e, appare, lieta…
Lasciare e seguire diventano le parole scritte nel cuore:
Pietro e Andrea, diventano, per noi, un esempio chiarissimo, forte, sicuro,
ci insegnano le mosse da fare, i movimenti, le scelte…

L’orizzonte di questo racconto evangelico è il mare,
e, anch’io devo dare un volto preciso all’orizzonte della mia vita…
Con serenità interiore anch’io, davanti agli occhi di Gesù,
pongo la mia vita, così com’è, la mia Galilea, il mio mare…
Mi lascio guardare come Andrea, come Simone, Giacomo e Giovanni…
Lascio che i passi di Gesù si avvicinino a me,
e che mi guardi e mi parli, mi inviti a seguirlo…
O preferisco nascondermi, perché non voglio vedere, o ascoltare?

don Enrico

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