Giorni di lotta

Exemple

Giorni di lotta


Nell’Evangelo di oggi Gesù è presentato in cammino per città e villaggi,
diretto a Gerusalemme dove si compirà il mistero della sua Pasqua…
Un uomo senza nome pone una domanda sul numero di coloro che si salvano…
Gesù trascura la quantificazione, e risponde con un detto sapienziale,
parlando della difficoltà sull’entrare nel regno di Dio…
Il Signore usa l’immagine della porta stretta,
anche se, alla fine, la porta sembra diventar larga:
verranno da ogni parte del mondo e siederanno a mensa nel regno di Dio…
Gesù parla mentre è diretto verso la “sua” porta stretta:
la città del suo ripudio e dell’uccisione e, il terzo giorno, della resurrezione…

Spesso ci fermiamo sull’immagine della porta stretta,
con l’idea che debba comportare, soprattutto, una serie di rinunce:
dai bagagli ingombranti che ci trasciniamo appresso dovunque si vada,
da carrelli stracolmi di sicurezze che garantiscono il futuro,
dalle amicizie, spesso interessate, che garantiscono occasioni favorevoli,
da luoghi, giusti e sicuri, dove posso manovrare le leve del comando,
dai palchi dove l’orgoglio viene osannato anche in modo adulatorio…
Lasciare, perché il Regno prevede porte strette,
e strade incerte, e passaggi insicuri e dolorosi,
con il rischio di trovare, alla fine, porte sbarrate…

È per questo che Gesù proclama con chiarezza una urgenza per tutti:
bisogna lottare – più esatto dello smorto sforzare –
per entrare nella sala del banchetto attraverso la porta stretta…
Gesù non ha interesse per il numero dei salvati,
il suo è l’urgenza di una lotta dura contro l’oppositore potente
che è il Tentatore e la sua continua tentazione…

Una porta stretta non impedisce l’entrata,
ma rivela che solo chi sa lottare, per la meta del regno di Dio, potrà oltrepassarla..
E, quindi, quelli che attendono il cristiano, giovane o anziano che sia,
sono sempre giorni di lotta dove le armi non sono portafogli gonfi,
comode pantofole, poltrone accoglienti, pianure con strade diritte…
C’è bisogno di vere armi e di sicuri equipaggiamenti,
la preghiera che si trasforma in carità fraterna e senza limiti,
la Parola, letta e meditata, che diventa quotidiana conversione,
la vigilanza sull’orgoglio e l’arroganza che chiudono la piccola porta…
Lotta quotidiana che nutre il bene comune,
in vera amicizia e umiltà di cuore, con tutti gli uomini e le donne della storia…

don Enrico

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