Delpini: “È giunto il momento per un ritorno all’essenziale”. La nuova proposta pastorale fra pandemia prolungata ed insicurezza sociale

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Delpini: “È giunto il momento per un ritorno all’essenziale”. La nuova proposta pastorale fra pandemia prolungata ed insicurezza sociale


È tradizione ambrosiana che in occasione della festa del Duomo, l’8 settembre, il vescovo scriva ai fedeli le note per l’apertura di un nuovo anno pastorale; mons. Delpini, ormai da tre anni arcivescovo, ho introdotto una novità: pubblica la lettera pastorale all’inizio della stagione estiva e non più alla vigilia della natività di Maria a settembre. In pratica vuole che facciamo i compiti delle vacanze!

Il titolo scelto al nuovo testo è tratto dal libro biblico di Ben Sirah, più comunemente detto “il Siracide”, e suona così « Infonda Dio sapienza nel cuore».
Un’invocazione dunque, affinché ci sia dato di capire quali possano essere le direzioni, le scelte e le modalità più adatte al tempo incerto fra pandemia prolungata e insicurezza sociale; dice Delpini: “Non è più tempo di banalità e di luoghi comuni, non possiamo accontentarci di citazioni e di prescrizioni. È giunto il momento per un ritorno all’essenziale, per riconoscere nella complessità della situazione la via per rinnovare la nostra relazione con il Padre”.

Il lavoro che le comunità cristiane hanno da affrontare dovrà essere accompagnato dalla meditazione assidua e condivisa del libro del Siracide.
Il volume che il vescovo ci offre (presente in libreria e online nel sito della diocesi) comprende due sezioni: il testo della proposta pastorale 2020-2021, che affronta in modo articolato i temi insorti in seguito ai difficili mesi trascorsi, e la Lettera per l’8 settembre, inizio dell’anno pastorale. Ogni tempo liturgico vedrà poi pubblicata una lettera di Delpini di introduzione al momento dell’anno liturgico (Avvento/Natale, Quaresima/Pasqua e Pentecoste).

Il nostro arcivescovo preannuncia fra l’altro una giornata speciale: la “Domenica dell’Ulivo”, nella memoria liturgica di San Francesco (4 ottobre). «Vogliamo ricordare l’immagine della colomba che porta in becco una fogliolina di ulivo per annunciare a Noè che l’alluvione è finita e che la terra si predispone a tornare di nuovo un giardino», spiega Delpini. Nella scelta di quel simbolo c’è un richiamo alla benedizione dei rami di ulivo che non si è potuta fare la Domenica delle Palme a causa della pandemia.
Il lungo lokdown ci ha insegnato che non è possibile andare avanti senza ascolto, silenzio, condivisione, preghiera: l’estate si apra nel segno dell’invocazione della sapienza!

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