L’irrompere del Mistero di Dio

Exemple

L’irrompere del Mistero di Dio


Era un ordinario giorno di lavoro:
Mosè stava pascolando il gregge seguendo l’incerto vagare per il deserto
un vagare che conduce al monte di Dio, l’Oreb…
Mosè era un uomo, straniero in una terra non sua,
lavorava per vivere, come tanti uomini e donne di ogni tempo…
Ma, dentro quel lavoro umile e dipendente,
accade ciò che cambierà la sua storia…

Nel tempo appena terminato, quello delle reclusione nelle case,
abbiamo sentito, da più parti, enfatizzare il recarsi nella chiesa,
– luogo delle liturgie, delle adorazioni, delle litanie e delle invocazioni –
quasi mettendo in secondo piano i luoghi della nostra quotidianità:
le case delle famiglie, gli uffici e le fabbriche del lavoro quotidiano,
le aule delle scuole dove si approfondisce il sapere…
Anche per gli antichi, persino nel deserto dove viveva il rifugiato Mosè,
vi erano luoghi di culto: stele rizzate tra le sabbie, fuochi accesi nel buio,
costruzioni rudimentali di pietre squadrate…

Eppure il Dio, dal nome sconosciuto, sceglie il luogo della quotidianità:
lì, dove senza attenderla, né cercarla, una voce chiama…
Pascolando un gregge, tra i tanti fuochi dei pastori,
risuona un grido e l’orecchio attento di Mosè, che vive nel silenzio,
si pone in ascolto, e si lascia vincere dalla curiosità del grande spettacolo…
La vocazione di Mosè non è spettacolare,
e lui stesso non è un uomo particolarmente buono o devoto:
era fuggiasco dalla terra promessa,
e sapeva poco delle vicende dei suoi avi, i patriarchi…
Mosè, però, mostra una grande disponibilità
nel cogliere lo straordinario dell’ordinario:
la voce parla e lui, ascoltando, accoglie il Dio che dialoga,
il Dio che, come un mendicante, attende la risposta di un uomo…
Dio ha bisogno della disponibilità di Mosè per agire nella storia,
sta cercando qualcuno che accolga l’idea di dialogare con lui faccia a faccia,
nella fatica e nell’impegno del quotidiano,
per diventare amico, e compagno di viaggio,
per condividere l’ascolto del grido del povero, dell’oppresso, dello schiavo…

Mosè condivide lo strazio di Dio per il popolo oppresso e diventa liberatore:
non è schiavo, ma condivide la schiavitù di altri, e il loro dolore…
Ogni liberazione nasce da un grido, da un ascolto, da un io sarò con te!

don Enrico

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