La solitaria lode nello Spirito

Exemple

La solitaria lode nello Spirito


Mi chiedono spesso come si faccia a pregare la Liturgia stando da soli…
Qualcuno, a volte, ironizza un po’, ricordando il cammino di don Abbondio:
sulle rive del lago, mentre il sole tramonta nella dolcezza del vespro
il dito infilato nel libro, mentre dice le parti conosciute a memoria…

In realtà è davvero semplice – anche se non pretendo mai di insegnare qualcosa –
per me, celebrare il le “Ore”, anche da solo, è davvero bello…
È bello e facile quando lascio che lo Spirito guidi il mio pregare…

Mi spiego: prima di iniziare, invoco lo Spirito, Veni Sancte Spiritus…
È lui soltanto che sa aprire il mio cuore ad accogliere la Parola di Dio…
È lui che mi aiuta a chiamare gli angeli e i santi,
e, insieme, i miei genitori e gli amici, quelli che sono nella lode eterna con Dio,
perché si uniscano a me nel cantare le lodi di Dio…
È lui che mi fa comprendere che “celebrare le Ore” è una preghiera della Chiesa…
È lui che mi fa pregare nella Chiesa, unito con tutti coloro che lodano insieme:

senza che io sappia di loro, senza che loro sappiano di me…

È lo Spirito che mi aiuta ad esplorare la preghiera dei salmi
per stabilire una intenzione di preghiera per ciascuno di essi…
Ormai ogni salmo ha, per me, una intenzione: un religioso o un prete in difficoltà,
un perseguitato per la propria fede, i poveri trascurati, i nostri governanti,
gli anziani, i genitori e i figli, chi è stanco di vivere, chi è felice, gli artisti…
È lo Spirito che mi fa imparare a memoria alcuni salmi,
e che mi aiuta – indagandone sempre più il significato – a pregare meglio…
È lo Spirito che mi sorregge nell’interiorizzare la preghiera,
dandomi la forza di “dirla” sempre, anche se a bassissima voce,
ma cantandola sempre nel profondo del cuore e della mente:
è quasi un ascoltarsi per essere più attenti alle parole che si pronunciano…

È lo Spirito che mi permette di ripetere parole, che in quel giorno mi affascinano,
anche decine e decine di volte: vantaggio che la preghiera solitaria può offrire;
per scandagliare, sempre più, cosa mi vuol dire la bontà di Dio in quel giorno…

È lo Spirito che mi suggerisce di aggiungere alcune intercessioni, alcune orazioni,
che sanno rompere la monotonia che può nascere nel tempo…

Amo certamente le grandi cose che la celebrazione comunitaria mi dona,
ma so che, nello Spirito, non sono mai solo, neppure quando sono solo!

Auguro a tutti di trovare la forza e il coraggio di prendere in mano il Libro,
per scoprire sempre più, nello Spirito, la bellezza del pregare, anche da soli!…

don Enrico