Il tramonto del Sabato… inizio della Domenica

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Il tramonto del Sabato… inizio della Domenica


Come avviene sempre nella tradizione liturgica il tramonto del Sabato segna l’inizio della Domenica.

Ogni Sabato sera, l’Eucaristia festiva vigiliare inizia sempre con la proclamazione del Vangelo della Resurrezione. A maggior ragione questo annuncio avviene oggi.

In un vecchio messalino, c’era questa immagine che potrebbe aiutarci a capire il senso della preghiera vigiliare di questa sera.

In alto si vede una famiglia ebraica che veglia nella cena pasquale per ricordare la “notte di veglia” del Signore, che rimase desto per rendere libero il suo popolo aprendo il Mar rosso. Sulla tavola si vede l’agnello immolato il cui sangue, ben visibile sugli stipiti e sull’architrave della porta, fece sì che l’angelo sterminatore non entrasse nelle case degli Ebrei.

Ecco poi campeggiare un agnello immolato, ma vivente.

Così canteremo nell’antico inno del “preconio pasquale”:

Questa vittima è l’Agnello prefigurato dalla legge antica;
non è scelto dal gregge, ma inviato dal cielo.
Al pascolo nessuno lo guida,
poiché lui stesso è il Pastore.
Con la morte e con la risurrezione
alle pecore tutto si è donato
perché l’umiliazione di un Dio
ci insegnasse la mitezza di cuore
e la glorificazione di un uomo
ci offrisse una grande speranza.
Dinanzi a chi lo tosava non volle belare lamento,
ma con voce profetica disse:
«Tra poco vedrete il Figlio dell’uomo
assiso alla destra di Dio».
Col suo sacrificio, o Padre, a te riconcilia i tuoi figli
e, nella sua divina potenza, ci reca il tuo stesso perdono.
Tutti i segni delle profezie antiche
oggi per noi si avverano in Cristo.

 

Nell’acqua, in cui scende il sangue dell’agnello, è immerso il cero pasquale che, come continua il “preconio”, è luce che guida:

 

Ecco: in questa notte beata
la colonna di fuoco risplende
e guida i redenti alle acque che danno salvezza.
Vi si immerge il Maligno e vi affoga,
ma il popolo del Signore salvo e libero ne risale.

 

In quell’acqua sono anche immersi donne e uomini che, nel Battesimo, sono partecipi della vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte. Così canta ancora il “preconio”:

 

Come ai Magi la stella,
a noi si fa guida nella notte
la grande luce di Cristo risorto,
che il sacerdote con apostolica voce oggi a tutti proclama.
E come l’onda fuggente del Giordano
fu consacrata dal Signore immerso,
ecco, per arcano disegno,
l’acqua ci fa nascere a vita nuova.
Infine, perché tutto il mistero si compia,
il popolo dei credenti si nutre di Cristo.

 

 

In questa antica miniatura che accompagnava il testo del “preconio” si vede Gesù risorto che ci prende per mano e ci introduce nella vita rinnovata dell’amore di Dio.

Come è avvenuto nei due giorni precedenti noi Sacerdoti, con fr. Michele e la comunità delle Ausiliarie, celebreremo, senza l’Assemblea, la Veglia pasquale alle ore 18 nel coro di s. Francesco di Paola.

Ma a voi tutti affidiamo, per questa sera, uno schema di “preghiera domestica”: una celebrazione della attesa della resurrezione in cui l’accensione di un cero simboleggia l’accensione del grande cero pasquale che potremo poi contemplare insieme quando avremo la gioia di riprendere il nostro celebrare comunitario.

Il video è da utilizzare all’interno di questo schema di preghiera.

Don Enrico

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