Non è semplice uscire…

Exemple

Non è semplice uscire…


Era là! corpo inerte da quattro giorni,
in un sonno di morte, in un silenzio senza fine,
neppure il pianto di sorelle e amici giungeva in quel buio…

Forse, non sappiamo, un buio già rischiarato dalla promessa della resurrezione…

Aveva parlato, di resurrezione, il Maestro quando sostava nella tua casa?
In quella casa di amicizia e prossimità:
lontana dagli intrighi di Gerusalemme,
illuminata dai bagliori della semplicità e del servizio,
profumata dall’ospitalità generosa e dall’attenzione pura nel cuore…

Te l’aveva preannunciata il Maestro mentre condivideva con voi, amici,
un istante di dolcezza, un respiro di riposo,
nei segni della profonda confidenza,
spartendo la sua vera umanità con le donne e gli uomini dell’amicizia?

Ed ora risenti la voce amica del Maestro,
voce improvvisa, imperiosa, solenne:
Lazzaro! vieni fuori!

Non è semplice uscire da quella beatitudine di riposo,
non è semplice uscire per ricominciare,
non è semplice uscire per riprendere un quotidiano,
un quotidiano fatto di affetto, ma pure di tanta lotta e fatica…
Non è semplice uscire per ritrovare un mondo luminoso e splendente,
ma, tuttavia, con il suo carico di paura e di angoscia…

Ed invece la voce chiama, e si deve uscire: Scioglietelo e lasciatelo andare!

Sciolto? Ancora oggi? Da chi? Da cosa?
Sicuramente sciolto dalla paura, dall’impaccio, dalle frustrazioni,
sciolto dai timori e dalle fatiche…

Per ritrovare la dolcezza degli affetti, il dialogo senza paura,
l’amicizia genuina, la tenerezza piena di soavità,
una vita rinnovata, santificata dalla tua presenza
vissuta in pienezza nella certezza di non essere più soli…

Nella gioia, Signore, di sapere che questo mondo di morte
non potrà vincere per sempre…
In te, Signore, ogni morte, con il suo sgomento e la sua angoscia,
ha finalmente le ore contate!

don Enrico

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