Infinitamente più bello di un corpo perfetto

Exemple

Infinitamente più bello di un corpo perfetto


Sempre più spesso si legge e si parla dei prodigi della scienza medica:
con tanti soldi è possibile ottenere il corpo dei propri sogni
e quasi tutto può essere fatto, oggi, con e per il corpo umano…
Questo potrebbe far nascere un sorriso,
almeno per quanti si sono rassegnati all’inevitabile invecchiare del corpo,
e sanno accettarsi così come sono: i loro sogni sono altra cosa…
Molto spesso ci sorprende la ricerca di perfezione del corpo,
e non sappiamo ben reagire davanti alla necessità di un intervento estetico…
In realtà anche Gesù si è occupato della perfezione del corpo:
lebbrosi risanati, storpi che camminano, mani rinsecchite che vengono riattivate,
corpi ributtanti che possono essere di nuovo guardati senza timore…
È chiaro che, per Gesù, l’esigenza risanatrice non è limitata al solo corpo:
è la proposta di un corpo risanato per ritrovare la bellezza della vita,
è il tentativo di far sviluppare una relazione armoniosa con gli altri,
è la preoccupazione di creare una vita spirituale più intensa,
è il completare l’opera della creazione nella ritrovata bellezza dell’umanità…

Anche oggi il Vangelo ci fa imbattere in una storia di guarigione,
è la storia di un uomo, ma non pienamente creato: è cieco dalla nascita!
E, per questo motivo è escluso dalla piena partecipazione ad Israele,
escluso dal culto – dal Tempio – secondo le norme di purità,
tanto che quella malattia è vista come peccato, colpa, anche per i discepoli…
Potremmo cercare di entrare nel buio del cieco:
nel suo desiderio di voler occupare un posto adeguato tra gli altri,
nella speranza che gli altri lo amino, nel suo assoluto bisogno di vivere,
nella esperienza del rifiuto che fa piombare, ancor più, nel buio e nella tristezza…

Gesù, guaritore, aiuta quest’uomo a completarsi, a terminare la sua creazione:
il cieco riacquista la vista e torna ad essere membro della società…
Soprattutto torna ad avere voce: acquista una soggettività e diventa protagonista
e, con lucide risposte, costringe tutti a rapportarsi con lui in un modo nuovo…

E, così, Dio continua la sua opera in noi e ci porta ad un vero compimento…
Lo sforzo della scienza medica ha significato quando asseconda il creatore di tutto:
con lui nel risanare il corpo, lasciando al suo mistero il plasmare lo spirito,
e così, accettare il sogno divino, senza pretendere la attuazione dei nostri sogni…

Dio è il grande artefice, e tanto meglio per noi…
Un artefice che ci vuole con lui, nella libertà e nella collaborazione:.
in una vera libertà: ciò che vi è di più grande e di più bello in un essere umano…
La libertà: la bellezza dello spirito! La bellezza, infinitamente più “bella”!

don Enrico

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