Doveva passare…

Exemple

Doveva passare…


Non è proprio vero che Gesù, come ci dice oggi Giovanni,
dovesse passare per la Samaria:
c’era una strada che risaliva la valle del Giordano, strada più piana e più sicura…
Inoltre, la strada alternativa permetteva di non dover attraversare la Samaria,
terra di nemici, di impuri e di eretici, con i loro monti e le loro idee strane…
Gesù, invece, doveva – dice Giovanni – passare per la Samaria:
sembra quasi che Gesù debba compiere un atto di obbedienza
e, quindi, attraversare quella terra per compiere la sua missione…

Gesù compie in pienezza questo dovere,
e arriva ad accettare di essere lasciato in completa solitudine,
mentre altri vanno a cercare chissà quali improbabili cibi…

Ed è presso un pozzo che avviene il primo incontro in quella terra:
quasi a calcare la mano, la narrazione ci parla non solo di nemici e di empi,
ma anche di una donna, e di una donna dalla storia tormentata, forse disprezzata…

Gesù, affaticato per il viaggio, è assetato, apparentemente di acqua,
ma anche la donna, probabilmente, è una assetata, forse di umanità…
La donna – peccato non conoscere il suo nome –
si meraviglia che un nemico, e, soprattutto, un uomo,
le chieda un po’ d’aiuto: quello straniero chiede da bere, chiede ospitalità,
chiede relazione, chiede dialogo, si mostra mendicante di qualcosa…

A questo punto, il muro crolla: l’inimicizia storica tra samaritani e giudei,
la divisione etnica e culturale scompare,
l’ingiusta disparità tra un rabbi e una donna cade,
e nasce un dialogo cordiale e senza più barriere…

Il dialogo prosegue, affrontando ampie tematiche,
rintuzzando paure e pregiudizi,
trasformando la donna in una testimone ed evangelizzatrice…
La Samaritana lascia la sua anfora e corre in città,
lei, la giudicata e emarginata, è ora testimone di un’esperienza:
qualcuno, amichevolmente, ha saputo abbattere divisioni e mura
e le ha dato una nuova e inattesa dignità…

Dall’ascolto di Gesù nasce la fede della samaritana,
dall’ascolto della samaritana nasce la fede della sua gente…

Dove io “devo” ancora passare,
perché la mia sete possa comunicare un po’ di amore?

don Enrico

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