Delpini: la «condivisione dei beni» divenga «forma abituale nella comunità cristiana»

Exemple

Delpini: la «condivisione dei beni» divenga «forma abituale nella comunità cristiana»


Nella scorsa settimana l’Arcivescovo Mario Delpini ha incontrato, la sera di martedì, in Sant’Ambrogio i membri dei Consigli per gli Affari Economici Parrocchiali (CAEP) di parrocchie e Comunità pastorali delle Zone I e VII della Diocesi.

L’Arcivescovo ha voluto, prima di tutto, esprimere la sua gratitudine perché, pur essendo il parroco il rappresentante legale della Parrocchia, ha bisogno di essere sostenuto e di trovare sicurezza in chi, con lui, si prende carico della gestione economica della Comunità.

Tra le indicazioni dell’Arcivescovo, alcune meritano di essere comunicate a tutti:

– La questione della perequazione tra Comunità più povere e Comunità più facoltose: è necessario ricordare che i beni non sono fatti per arricchirsi. Il lusso è uno sperpero rispetto alle necessità dei poveri. Occorre solidarietà, ricordando sempre che il vantaggio è la comunione.

– I criteri irrinunciabili nell’amministrazione: l’accortezza nella gestione, l’osservazione della normativa canonica e civile, la trasparenza, l’assenza di interessi personali, il rendere conto al Vescovo, l’affidabilità che dipende dalla limpidezza e dalla libertà spirituale che non cerca il proprio interesse.

– È necessaria quindi l’opera dei CAEP per dare un aiuto, perché stiamo vivendo un tempo in cui l’amministrazione della comunità attraversa passaggi delicati, per la diminuzione delle offerte, l’impoverimento delle persone, la diminuzione numerica dei fedeli praticanti e l’innalzamento della loro età. Non vogliamo una Chiesa ricca in mezzo ai poveri, tuttavia siamo impensieriti, avendo una tradizione di abbondanza degli immobili difficili da gestire. Inoltre, la normativa e i rapporti con la pubblica amministrazione complicano le cose e non sempre l’ente pubblico riconosce il servizio altrettanto pubblico che la parrocchia svolge, magari, con l’oratorio festivo o il ricorso alla Caritas. Infine, aiuto nella ricerca delle risorse, intensificando iniziative corrette, mirate e commisurate agli scopi, per recuperare risorse per la vita della parrocchia e per il sostentamento del clero. È doveroso che le singole comunità mantengano i loro preti, oltre l’8×1000, anche con le offerte deducibili. Compito dei CAEP è anche il crescere una sensibilità condivisa per cui il fedele sente naturale contribuire al bene della comunità.

– Infine, poiché i parroci talvolta lamentano di essere oppressi dalla difficoltà delle procedure nel gestire i beni e questo toglie forze all’attività pastorale. Dobbiamo trovare forme in cui vi sia non solo collaborazione, ma corresponsabilità, attraverso deleghe per l’adempimento dei passi che l’amministrazione ordinaria e straordinaria prevede.

Nei prossimi incontri dei CAEP della nostra Comunità, anche in vista della creazione dell’unico “consiglio di Comunità”, avremo modo di leggere e commentare insieme il tasto della lettera “Amministrare con responsabilità – Lettera ai membri dei Consigli degli affari economici parrocchiali” che l’Arcivescovo ha consegnato ai presenti.

Il giorno seguente, si è radunata la Diaconia della nostra Comunità. È stata dedicata una parte dell’incontro per esaminare le indicazioni dell’Arcivescovo in materia di amministrazione, ipotizzando alcune tracce di lavoro e di impegno.

error: Content is protected !!