2 Febbraio. Festa della Presentazione. La tradizionale processione mantiene vive le parole del vecchio Simeone che definisce Gesù “Luce delle genti”

Exemple

2 Febbraio. Festa della Presentazione. La tradizionale processione mantiene vive le parole del vecchio Simeone che definisce Gesù “Luce delle genti”


La festa della Presentazione, che si celebra ogni anno il 2 di Febbraio, in questo 2020 cade di Domenica: è l’occasione per vivere con tutta la Comunità l’antico rito che popolarmente viene chiamato la “candelora”.

All’inizio della Messa, l’Assemblea si raduna in fondo alla chiesa e a ciascuno viene consegnato un cero da accendere durante un canto a Gesù “luce che illumina tutte le genti”. Con questo cero si compie un cammino verso l’altare della celebrazione e, giunti all’altare si compie l’atto penitenziale cantando per dodici volte l’invocazione Kyrie eleison (Signore, abbi pietà). Poi prosegue la celebrazione dell’Eucaristia con il canto del “Gloria…”.

Il rito della luce verrà celebrato in tutte le nostre chiese:

– alle ore 9.30 in s. Babila

– alle ore 11 in s. Maria della Passione

– alle ore 11.30 in s. Francesco di Paola

–  alle ore 12.15 in s. Pietro in Gessate


La Candelora

Una pratica comune del mondo ebraico prevedeva che quaranta giorni dopo il parto, la neo-mamma dovesse recarsi al tempio per il rito della purificazione: “Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione” (Lev 12,2-4). Una disposizione questa che risulta abbastanza contraria alla mentalità odierna; la donna non è impura per aver partorito.
Nel caso in cui il parto fosse stato quello del primogenito, la norma mosaica prevedeva che il bambino venisse offerto a Dio nel tempio; naturalmente seguiva poi anche il riscatto del neonato con l’offerta di un animale, che per i più poveri erano due tortore. In tal modo si commemorava l’uscita dall’Egitto e dalla schiavitù. Da sempre la Chiesa chiamava la festa con il nome di Purificazione della Madonna; tra l’altro ancor oggi nella recita dei misteri gaudiosi del Rosario, alla quarta decina, si dice “Presentazione di Gesù al tempio e purificazione della Madonna”. Inoltre i più anziani ricorderanno che fino all’ultima riforma del rituale del Battesimo, verso la fine del rito, veniva invocata la benedizione sulla madre del battezzato ricordando la purificazione di Maria. Proprio con l’aggiornamento del calendario liturgico fu lasciato cadere il titolo che ricordava la purificazione e introdotto quello esclusivo della Presentazione di Gesù al tempio.
Un’osservazione non inutile: spesso le feste cristiane furono fissate in modo da sostitutive riti pagani. Da una parte si voleva così eliminare superstizioni del mondo religioso precedente e dall’altra si voleva accompagnare le feste cristiane a integrarsi in un tessuto culturale e sociale diverso. Anche nel caso della Presentazione al tempio troviamo nella tradizione romana precristiana la festa dei Lupercali. Cadeva il 14 febbraio ed era il momento dell’invocazione agli dei in particolare al dio Fauno detto Luperco protettore di animali e del bestiame. Si noti che il 14 febbraio è il quarantesimo giorno dopo l’Epifania data in cui originariamente di faceva in Oriente la festa della Purificazione come raccontato nell’Itinerarium Egeriae verso la fine del quarto secolo.
Popolarmente la festa venne in seguito chiamata la “Candelora”. Il nome evoca la tradizione di svolgere processioni con moltissimi ceri per commentare le parole del vecchio Simeone che definisce il bimbo Gesù “Luce delle genti”.

 

Madonna dell’Idea, tempera su tavola, Michelino da Besozzo (1370 ca.-1455 ca.) (attr.), Museo del Duomo, Milano. Credito fotografico: https://www.alinari.it/it/dettaglio/RAN-F-002274-0000?search=48110cee24fc5fdea501bf9ec04a4ff0&searchPos=1

Bella la tradizione ambrosiana che svolgeva una processione dal Duomo alla chiesa di S. Maria Beltrade (demolita nel secolo scorso) e ritorno con il trasporto della «Madonna dell’Idea» bellissima icona conservata nel museo del Duomo opera di Michelino da Besozzo, capolavoro del Quattrocento. Sulla tavola è raffigurata, da un lato, la «Madonna con Bambino in trono» attorniata da angeli, e dall’altro appunto la «Presentazione di Gesù al Tempio». Il ricordo dell’antichissima processione è testimoniato da uno stupendo bassorilievo custodito al Castello sforzesco e proveniente proprio dalla chiesa conosciuta anche con il nome di Sancta Maria Cerealis (appunto “delle candele”, da cui venne il detto “Candelora”).
È bello che in questo giorno gioioso della Presentazione al Tempio, si celebri la giornata per la vita: le primule che troviamo alla porta delle chiese milanesi rappresentano lo stupore di fronte alla vita nascente.

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