Il Consiglio pastorale in preghiera nel tempo natalizio

Il Consiglio pastorale in preghiera nel tempo natalizio


La preghiera, cioè il mettersi in comunicazione con Dio, è sicuramente un tratto specifico del nostro essere cristiani. Essere cristiani significa essere amici di quel Gesù che proprio nei giorni che precedono la sua incarnazione, cioè il suo venirci incontro nella storia, quella maiuscola del mondo e quella minuscola di ciascuno di noi, noi ricordiamo e celebriamo con particolare intensità.
Per questi motivi ci siamo riuniti nella Chiesa di San Babila a pregare. Chi si è riunito? I membri dell’appena rinnovato Consiglio pastorale della nostra comunità e altre persone della comunità che hanno provato il desiderio di stare insieme. Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo pregato, con la celebrazione dell’Eucaristia, abbiamo ascoltato don Elio che ci ha illustrato il pensiero dell’arcivescovo nella sua lettera per il tempo di Natale, abbiamo messo in comune delle risonanze.
È molto istruttivo questo sistema di incontro comune: dedichiamo del tempo al Signore, ascoltiamo la sua Parola e poi prendiamo noi la parola, cioè cerchiamo di indirizzare uno sforzo comune di pensiero, e magari poi anche di azione, per il bene comune. Il nostro pensiero è stato attirato soprattutto da una affermazione del vescovo Mario: ”cercate di attuare una sobrietà pastorale”. Che cosa significa per noi? Il vescovo ci suggerisce di imitare la vita di Gesù nei suoi primi trenta anni; una vita nascosta ma non inutile.
Una vita non sotto i riflettori, e infatti la prima comunità cristiana non ha ritenuto opportuno parlarne, ma certamente una vita feconda di riflessione e di preparazione. Lo stesso può valere per noi.
Non è necessario occupare tutto lo spazio della nostra “vita religiosa” con iniziative, incontri e riunioni. Il nostro vescovo ci dice: nelle settimane che seguono l’Avvento, cioè nel tempo ordinario, dedicate il vostro tempo libero dal lavoro e dagli impegni familiari a qualche buona lettura, a qualche serata in famiglia chiacchierando con i vostri figli; lasciate il tempo al Signore Gesù di entrare nell’ordinarietà della vostra vita e fategli spazio con un più abbondante tempo di riflessione e di preghiera.
A primavera, col bel tempo, ritornate in parrocchia più preparati, più sereni e, soprattutto, con le idee più chiare su che cosa significhi essere cristiani oggi a Milano.

(Guido Piccardo)

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