La prima “assemblea di Chiesa” con il nuovo Consiglio pastorale e con la presenza di molti parrocchiani. La sintesi degli interventi e delle proposte emerse

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La prima “assemblea di Chiesa” con il nuovo Consiglio pastorale e con la presenza di molti parrocchiani. La sintesi degli interventi e delle proposte emerse


Lo scorso Mercoledì abbiamo vissuto la prima “assemblea di Chiesa” con il nuovo Consiglio pastorale e con la presenza di molti parrocchiani.

Ci siamo radunati alle 18 nella chiesa di s. Babila. Don Giuseppe ci ha introdotti alla riflessione sulla “lettera di Avvento” contenuta nella proposta pastorale del nostro Vescovo Mario. P. Luciano ha presieduto, alle 18.30, l’Eucaristia del giorno fornendo un intensa riflessione sulla Parola di Dio, prendendo spunto dalla parabola delle vergini prudenti che hanno con sé una “riserva” perché le loro lampade non si spengano nella notte. Dopo l’Eucaristia si è lasciato spazio alle risonanze personali dei presenti, che sono risultate intense e costruttive. Il Parroco ha sintetizzato gli interventi ponendo anche suggerimenti e proposte per il prossimo periodo di vita comunitaria.

Questa una sintesi dei risultati dell’assemblea:

·        Stupisce cogliere che in Paolo, mentre subisce il dramma della carcerazione, che rischia di produrre una chiusura nell’animo, non venga a cessare una sollecitudine per che è da lui lontano; la sua è una sollecitudine che apre oltre al suo momento di sofferenza e lo rende capace di farsi vicino alla chiesa di Filippi esortando e sostenendo la loro fede.

·        Questa riflessione invita la nostra Comunità ad aprirsi alla sollecitudine verso quanti gravitano quotidianamente nel territorio del centro-città e che spesso sono rinchiusi in un “carcere” spirituale (la sofferenza spirituale, la solitudine, la depressione, la malattia di sé o delle persone care…): l’impegno a tenere aperte le nostre chiese è davvero essenziale perché tanti possano trovare una casa accogliente, nella quale sperimentare anche un piccolo momento di gioia.

·        La consapevolezza di questa vocazione all’accoglienza spirituale della nostra Comunità e delle nostre chiese, ci rende consapevoli di quanto bisogno abbiamo di rafforzare il nostro accostare la Parola di Dio rileggendola e meditandola con assiduità e attenzione. Per questo dobbiamo sempre più rafforzare l’impegno di lettura comunitaria con gradualità di accesso e di approfondimento.

·        La consapevolezza che, nella Parola e nell’Eucaristia, il Signore è con noi è la “riserva” alla quale attingere nei momenti del buio e della fatica pastorale ed è alimento dell’autentica speranza. Quella speranza che non dipende dai nostri sforzi, ma è accesa in noi dal dono dello Spirito. In questa speranza noi diventiamo capaci di alzare lo sguardo e non lasciarci abbattere dalle difficoltà di essere Chiesa nel centro-città, ma di guardare avanti con fiducia: nella nostra debolezza, la Parola di Dio diventa forza che sostiene e incoraggia.

Dopo questa sintesi, don Enrico avanza alcune proposte su cui ciascuno potrà riflettere personalmente:

·        Rafforzare la partecipazione ai momenti di preghiera comunitaria

o   Vespri della 3° Domenica del mese alle 17.30 in s. Babila, momento di preghiera che vede la partecipazione dei sacerdoti della Comunità e dei consacrati e consacrate.

o   Adorazioni Eucaristiche nei vari momenti, e nelle varie chiese, proposti alla Comunità.

o   Vivere, anche nella nostra quotidiana dispersione, una preghiera comune (anche se non comunitaria): ricordarci ogni sera di quanti hanno vissuto l’esperienza di questa assemblea e pregare gli uni per gli altri, sostenendoci, anche a distanza, nella comunione dei santi.

·        Tenerci in comunione attraverso la lettera notiziaria settimanale e il Foglio Domenicale, al quale si rinnova l’invito a contribuire con scritti e relazioni di quanto avviene in Comunità.

Da questa assemblea è scaturito un senso grande di gioia fraterna e di gratitudine allo Spirito che ci ha sostenuti nella decisione del rinnovare il Consiglio e di proporre, per questo anno pastorale, un cammino di formazione e di preghiera comunitaria. 

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