Giudizio finale

Exemple

Giudizio finale

È l’ultimo discorso di Gesù, il quinto nell’evangelo di Matteo:
quello che descrive il giudizio finale e invita alla vigilanza…
Il primo discorso, quello delle Beatitudini,
descriveva la porta dell’entrata al Regno per otto categorie di persone:
i poveri in spirito, i miti, gli afflitti, coloro che hanno fame e sete di giustizia,
i misericordiosi, i puri di cuore, i promotori di pace
e i perseguitati a causa della giustizia…
In quest’ultimo discorso, la parabola del Giudizio Finale
dice ciò che dobbiamo fare per possedere il Regno:
accogliere gli affamati, gli assetati, gli stranieri,
i nudi, i malati e i prigionieri…

Scopriamo, così, che, all’inizio e alla fine della Nuova Legge,
ci sono gli esclusi e gli emarginati…
Ed è qui che avviene lo strano giudizio:
gli innocenti si scoprono colpevoli
e, quanti sono premiati, non sapevano di aver fatto qualcosa di grande,
ignoravano di aver incontrato Gesù lungo le strade della loro vita…
Il giudizio cui ci avvia Gesù, con le sue parole è davvero sorprendente:
non contano le dichiarazioni di amicizia,
le professioni di fede, i proclami di fedeltà,
le attestazioni di ortodossia…

Il Signore Gesù parla di fatti concreti:
dar da mangiare e dar da bere, vestire e ospitare, visitare e curare…
Per il Signore sono proprio questi i segni che contraddistinguono i discepoli,
quelli veri che vogliono veramente bene a Gesù,
quelli che lui chiama a condividere per sempre la sua gioia…
I discepoli che hanno il coraggio di compiere azioni semplici,
che coinvolgono i membri più abbandonati della comunità,
soprattutto i disprezzati, quelli che non hanno posto,
quanti non sono ben ricevuti: Gesù si identifica con loro…
I discepoli che sanno scoprire come i fratelli più piccoli di Gesù,
includono tutti coloro che non hanno posto nella società,
e, con loro, tutti i poveri…
I discepoli che sanno comprendere come i giusti e i benedetti dal Padre
sono tutte le persone di tutte le nazioni che accolgono l’altro in totale gratuità,
indipendentemente dal fatto che siano o no cristiani…
È sufficiente essere figli di Dio, figli dell’unico Padre, Padre di tutti…

don Enrico

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