Appello del premio Nobel per la pace argentino A.P. Esquivel a sostegno di Papa Francesco, del suo impegno per l’ambiente, la giustizia, la pace e per una Chiesa chinata sui poveri

Exemple

Appello del premio Nobel per la pace argentino A.P. Esquivel a sostegno di Papa Francesco, del suo impegno per l’ambiente, la giustizia, la pace e per una Chiesa chinata sui poveri


Riportiamo il testo dell’appello scritto e divulgato dal premio Nobel per la pace argentino A.P. ESQUIVEL, come pubblicato da Repubblica in data 28/10/2019 (https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2019/10/28/news/io_sto_con_papa_francesco-239768644/)


Io sto con papa Francesco
L’appello del premio Nobel per la pace argentino a sostegno di Papa Francesco, del suo impegno per l’ambiente, la giustizia, la pace e per una Chiesa chinata sui poveri

DI ADOLFO PEREZ ESQUIVEL

Papa Francesco segna un cammino chiaro e preciso: tornare alla fonte del
Vangelo, alla spiritualità, all’impegno con i poveri e a porre “l’Amore in
azione”. Ci chiede “pregate per me”, perché conosce la responsabilità dell’essere
il successore di Pietro, sa quali sono le sfide e sa che è necessario
cercare il dialogo e l’unità nella diversità.
La Chiesa cammina per il mondo tra luci e ombre, angosce e speranze (GS.1).
Sappiamo che è sottomessa a conflitti e interessi politici, sociali ed
economici di gruppi di potere che sono dentro e fuori dal Vaticano. Questi
gruppi non sono disposti a perdere privilegi e spazi di potere e per questo
portano avanti un’intensa campagna contro Papa Francesco.
Papa Francesco ha assunto il proprio ruolo per affrontare e risolvere questi
numerosi conflitti che vive la Chiesa nell’attualità.
Francesco si è mosso con fermezza e anche con dolore contro l’occultamento
di crimini, come la pedofilia, commessi da parte di settori del clero e
messi a tacere per secoli grazie alla complicità e alle paure.
Ci invita a risvegliare la spiritualità e a impegnarci con i poveri per
rafforzare il cammino della Chiesa come popolo di Dio.
Di fronte al neoliberalismo, la recessione e il conformismo, Francesco non
predica la rassegnazione. Disegna invece cammini di trasformazione
spirituale, sociale, culturale e politica alla luce del Vangelo.
Di fronte agli interessi economici e politici dei governi e delle imprese
che negano il cambio climatico mettendo a rischio il pianeta e la vita, con
l’Enciclica Laudato Si’ egli chiede a tutti di ristabilire l’equilibrio dell’opera
della Creazione, tra i bisogni dell’umanità e il rispetto per la Madre Terra.
Papa Francesco chiede ai paesi ricchi di ricevere le migliaia di rifugiati
che fuggono dalle proprie terre rase al suolo dai conflitti armati, dalla
fame e dalla disperazione per trovare nuovi orizzonti di vita.
Convoca le grandi potenze per far sì che le armi nucleari vengano messe al
bando e vengano fatti accordi per costruire la Pace.
Di fronte alle molteplici divisioni su questioni religiose, apre le proprie
braccia per guidare un dialogo interreligioso che promuova l’unità nella
diversità.
Di fronte a tanta disperazione si appella ai giovani perché diventino
protagonisti delle proprie vite e della storia.
Di fronte allo sviluppo e alla creazione di piattaforme tecnologiche, Papa
Francesco ci esorta a non scegliere un “internet dell’indifferenza” ma “un
internet della solidarietà”. Ci esorta a rammentare che “siamo membra gli
uni degli altri” (Lettera agli Efesini, 4,25) e ci ricorda che “Dio non è
indifferente”, che a “Dio interessa l’umanità e non l’abbandona”. Ci invita
a comprendere che la social network commuity non è sinonimo di comunità e ci
spinge a evitare che “ciò che dovrebbe essere una finestra aperta al mondo
(la comunità in rete) diventi una vetrina per esibire il proprio narcisismo”.
Francesco apre cammini guidati dalla forza del Vangelo e ricorda che durante
il Concilio Vaticano II, Papa Giovanni XXIII diceva che la Chiesa doveva
aprire le porte e le finestre per far entrare la luce e togliere la polvere
accumulata nei secoli. È necessario ricordare queste parole per illuminare
il presente.
Vincolati allo spirito del Concilio Vaticano II e al Patto delle Catacombe
con i poveri, ci preoccupano le cospirazioni contro Papa Francesco di chi
mantiene il silenzio complice per coprire le ingiustizie e le violazioni dei
diritti umani e dei popoli dentro e fuori alla Chiesa. Dimenticano che il
Vangelo ci invita a seguire gli insegnamenti e la vita di Gesù per camminare
e incontrare la grande famiglia umana e costruire la Pace. Ignorano il
Pontefice che — in linea con il Concilio Vaticano II — ci invita a camminare
insieme per comprendere i segni dei tempi in un’esperienza di Chiesa
Sinodale per incontrarci attraverso la volontà di Dio.
Rivolgo un appello a tutti i popoli per sostenere nostro fratello Papa
Francesco. Alziamo le nostre voci contro gli attacchi dei gruppi
conservatori e reazionari che stanno portando avanti una battaglia contro di
lui, anche grazie all’appoggio dei gruppi egemonici di comunicazione.
Mi appello alle comunità religiose, alle comunità ecclesiali di base, ai
movimenti laici, alle organizzazioni sociali, sindacali, politiche e
intellettuali e a tutte le e persone e gruppi che hanno senso umanitario per
sostenere Papa Francesco nel suo impegno di proteggere il pianeta, creare un
mondo più giusto e solidale e costruire la Pace.

Adolfo Pérez Esquivel, 87 anni, nel 1980 ha vinto il premio Nobel per la
pace per le sue denunce contro gli abusi della dittatura argentina.

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