Abbiamo “sconfinato” per ricordare quella santità anonima e quotidiana che possiamo toccare con mano…

Exemple

Abbiamo “sconfinato” per ricordare quella santità anonima e quotidiana che possiamo toccare con mano…


Don Enrico Magnani, Notiziaria di Sabato 2 Novembre 2019


Viviamo, carissimi amici e amiche di questo appuntamento settimanale, i giorni del gioioso “sconfinamento”.

Ieri abbiamo celebrato i Santi, la santità canonizzata dentro le chiese, ma soprattutto abbiamo “sconfinato” per ricordare quella santità anonima e quotidiana che possiamo toccare con mano in tanti istanti della nostra vita.

Santi che soccorrono, santi che salvano vite a costo di sanzioni e condanne, santi che spalancano porti e abbattono muri, santi che accolgono, santi che brillano di onestà e coerenza senza sfuggire agli impegni familiari e solidali, santi che non chiedono favori e raccomandazioni, santi che lavorano il giusto, santi che rifiutano ogni razzismo, santi che non temono di firmare leggi difficili e che non portano voti, santi che uniscono la loro voce a quella dei poveri e a quella di chi non ha più voce e speranza. I santi delle beatitudini. Santi che, forse, non sanno di essere nostri santi, perché non pregano e non credono, o, forse, non lo fanno come lo facciamo noi, ma sono santi perché, per loro, le beatitudini non sono proclamate dai pulpiti, ma sono vissute nella concretezza della vita e dell’amore fraterno, spesso più evangelico di chi legge il Vangelo.

Oggi, con la commemorazione dei defunti, “sconfiniamo” nel ricordo di chi ha preceduto di coloro ai quali dobbiamo parole affettuose e sagge, a volte appena sussurrate, un tesoro affidato a noi, ancora pellegrini nei sentieri della vita. Il ricordo delle radici di questo albero che è la nostra vita, e che ci allaccia alla lunga storia delle generazioni degli umani. Ricordo di chi ci ha accompagnato nell’esuberanza della giovinezza e ci ha preparato all’orgoglio e all’intraprendenza della maturità. Ricordo di chi ha infuso in noi tesori di saggezza e luminosità.

E ci prepariamo a “sconfinare” nella celebrazione della Domenica, ricordo settimanale della resurrezione di Gesù. Domenica che sarà quella della partecipazione di tutte le genti alla salvezza! Sconfinamenti della Liturgia e sconfinamenti del cuore!