Un antico affresco in mezzo ai campi, una devozione popolare:  la speciale energia che diede origine alla grande basilica

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Un antico affresco in mezzo ai campi, una devozione popolare:  la speciale energia che diede origine alla grande basilica


Tradizione vuole che nei terreni in cui sorgerà il complesso della Passione, nel ritmo lento della vita legato alla natura, fosse presente fin dalla metà del 1400, una cappellina, meta di pellegrinaggi popolari, che custodiva questa immagine affrescata di Maria con Gesù morto sulle ginocchia, icona della partecipazione di Madre alla Passione del Figlio.
Pare probabile che si tratti di quella ‘cappellam parvam’ a cui si riferì lo stesso fondatore Monsignor Birago nell’atto notarile del 1485, descrivendo le sue proprietà oggetto del legato a favore dei Canonici Lateranensi. L’effigie ispirò così la dedicazione.
Nel 1590, in seguito ad una testimonianza di miracolo, l’affresco venne traferito all’interno della Basilica, nella V cappella di dx, dove ancora si trova. Probabilmente in questo momento fu anche fortemente rimaneggiato.
Il culto di questa immagine, anticamente affidato alla Confraternita “S. Maria de Passione extra portam Tonsam”, continua ancora oggi, richiamando i fedeli all’altare dell’Addolorata, in particolare nel mese di settembre a lei dedicato.

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