Il regno di Dio

Exemple

Il regno di Dio


Volevano tendere una trappola a Dio:
a quel Dio che li governava con la sua Parola, che non si poteva imbrogliare…
Perché, se il popolo sgarrava, ecco, subito, sorgere un profeta mandato da Dio: le ingiustizie sociali sono un’offesa a Dio,
le inique ricchezze finiscono nel nulla e nel nulla trascinano chi le possiede, il culto formale non è gradito a Dio, quello che conta è il culto del cuore…

Ecco perché chiedono al profeta una scelta umana:
Dacci un re che sia nostro giudice.
Un re al quale si dovrà pur dare denaro, e figli, e figlie, e decime, ma che, all’occorrenza si potrà comperare con favori umani o complotti… Il Dio della Bibbia, invece – e lo sanno bene – non è Dio che si può comperare con mezzucci apparentemente religiosi…

Anche a Gesù vogliono tendere una trappola:
a quel Gesù che parlava di realtà nuove, faticose da accettare, che proponeva una religione nuova, fatta di cuore e di amore…

Gesù non casca nel laccio e, con una frase ad effetto, quasi una scappatoia, risponde senza sbilanciarsi; una risposta ironica, come se Gesù volesse dire:
solo quando c’è da pagare le tasse tirate fuori il problema della coscienza; una precisa definizione dei limiti di campo

e dei rapporti reciproci fra il mondo e la religione…

Emerge, comunque, ben chiaro, che ciò che importa è il regno di Dio… Gesù è venuto a predicare il regno:
e, di fronte a questo annuncio, tutto passa in secondo piano…
Gesù non vuol negare la funzione di Cesare, ma vuol colpire i suoi avversari che non hanno compreso la sua missione e dimenticano la questione decisiva…

La risposta di Gesù è illuminante e indica una direzione:
la parola di Gesù rivela l’esistenza di un regno di Dio nella storia,
nel quale è possibile, ad ognuno e non solo all’ebreo, entrare fin d’ora, senza attendere un ipotetico regno politico di Dio su tutta la terra…


Il regno di Dio non si identifica con nulla di terreno:
è una forza immensa nel mondo, è un fermento, che lo fa lievitare, è un sale, che dà senso e sapore allo sforzo umano di liberazione..

Non esistono due speranze, una terrena e l’altra celeste: la speranza è una sola, e guarda alla realtà futura attraverso l’impegno evangelico, 
e l’anticipa nella realtà terrena del nostro quotidiano…

don Enrico

error: Content is protected !!