Fondazione Organo Basilica di San Babila. Concerto 9 maggio 2019

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Fondazione Organo Basilica di San Babila. Concerto 9 maggio 2019


L’esecuzione del concerto di giovedì 9 maggio 2019, organizzato dalla Fondazione Organo della Basilica di San Babila a Milano, da parte di Manuel Tomadin, tra i più famosi organisti italiani, insegnante al Conservatorio G. Tartini di Trieste e affermatosi in numerose competizioni internazionali, è un più che valido motivo per assistere all’evento. A ciò si deve aggiungere che, oltre a Johann Sebastian Bach, il repertorio è dedicato al tedesco-danese Dietrich Buxtehude (1637-1707) grande compositore dell’epoca, vissuto a Helsingborg, a Helsingjör e Lubecca, e le cui numerose composizioni liturgiche, valutate tra le migliori della scuola organistica tedesca nel XVII secolo – tra Heinrich Schütz e Johann Sebastian Bach – sono state di recente riscoperte e catalogate. La sua fama era tale che nel 1703 George Friederich Händel e Johann Mattheson, avendo saputo che l’anziano maestro meditava di ritirarsi, si recarono a visitarlo a Lubecca. Lo stesso fece, nel 1705, il ventenne Bach, che percorse a piedi circa 400 chilometri per ascoltare Buxtehude all’organo: ma “segretamente”, poiché pare che mai abbia incontrato personalmente il compositore, pur rimanendone fortemente influenzato.
Di Buxtehude, Manuel Tomadin eseguirà: la Toccata in re minore, la Fuga in do maggiore, il “Gelobet Seist du Jesu Christ”, il Preludio, Fuga e Ciaccona e il “Nun Komm der Heiden Heiland”, composizioni liturgiche eseguite nelle chiese delle città ove visse l’artista, scelta che consentirà l’accostamento ad un organista a lungo dimenticato.
La seconda parte della serata è dedicata a Johann Sebastian Bach, quasi per rievocare il suo incontro solo musicale con Buxtehude, e precisamente: la Fantasia in sol maggiore – il cui secondo tempo è un breve e bellissimo adagio -; il “Vater Unser in Himmelreich”; il Preludio e fuga in la minore; la Fuga à la Gigue e il Preludio in do maggiore.
Come in altri concerti, la raffinata capacità di esecuzione di Tomadin all’organo farà rivivere, nel concerto del 9 maggio, il clima religioso di quel tempo nella Marienkirche di Helsingborg (cittadina oggi svedese, ma all’epoca facente parte della Danimarca), dove si pregava al suono dell’organo mentre si svolgeva quella “Seconda Guerra del Nord”, per il predominio sul Mar Baltico, che non pochi disagi creò a Buxtehude; e ci aiuterà forse a capire l’attrazione da lui avuta sul futuro gigante della composizione organistica. I concerti della Basilica di San Babila riescono infatti anche a farci ritornare a lontane pagine di storia musicale e di profonda liturgia. L’unione fra passato e presente è un privilegio tipico di tali manifestazioni, e il piacere dell’ascolto suggerisce, inoltre, interrogativi morali sulla nostra vita. Vengono in mente le parole, sempre attuali, del Santo Curato d’Ars: «Verranno dei giorni in cui gli uomini saranno così stanchi delle parole umane che quando gli si parlerà di Gesù e del Vangelo si metteranno a piangere».

Paolo Grieco

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