Sognando al pozzo di Sicar…

Exemple

Sognando al pozzo di Sicar…


Sono sempre affascinato dal desiderio di Gesù di essere l’uomo dell’incontro,
soprattutto quando contemplo la società nella quale viviamo:
la società che divide ancora l’uomo dalla donna, lo straniero dal nostrano,
divide il puro dall’impuro e il buono dal cattivo…

Ma l’incontro di Gesù dà sempre luogo ad un dialogo:
quel dialogo che così spesso manca nelle case e nelle chiese, nei dibattiti …

C’è “una” dal vissuto poco fortunato: è donna, samaritana, peccatrice…
C’è un giovane rabbi, Gesù di Nazaret, che predilige pubblicani e prostitute…
E intorno, spettatori inerti e dissipati, il gruppo dei discepoli,
impazienti per gli stimoli della fame…

Gesù sa ascoltare, dialogare, non passa soltanto vicino alle persone;
cerca sempre di incontrare i loro cuori feriti, vuole dialogo profondo,
suscitare fiducia, dare spazio ai vissuti di gioia o di dolore,
mettere al primo posto l’ascolto della voce dei sentimenti
e chi incontrò Gesù poté assaporare la gioia di essere ascoltato e accolto…

Pensando a Gesù vedo quanto cammino debbo ancora compiere nella mia vita,
quanto spazio debbo ancora creare perché ci sia posto per altri,
quanta presunzione debbo ancora deporre,
quanto silenzio debbo ancora collocare nella mia interiorità…

E, pensando a Gesù, mi metto anche a sognare:
sogno una Chiesa colloquiale in cui finisca per sempre l’arroganza di chi sa tutto,
la mania di avere una risposta ad ogni problema,
la ostentata sicurezza di poter insegnare al mondo la via giusta…
Sogno una Chiesa della compagnia,
in cerca, con donne a uomini, nel tesoro delle Scritture e delle esperienze,
i sentieri della volontà di Dio…
Sogno una Chiesa che cammini insieme con l’umanità tutta
e sperimenti assieme al mondo la medesima sorte terrena (Gaudium et Spes 40)…
Sogno una Chiesa che, libera da preoccupazioni di potere o giudizio,
si sieda accanto allo straniero, al viandante, a chi ha smarrito l’amore,
per avere il coraggio di “cercare”, insieme con loro…
Sogno una Chiesa seduta vicino a tutti e tutte le samaritane del mondo,
con il desiderio di ascoltare per capire e imparare, lieta di annunciare a tutti:
la vicinanza di Dio, il suo amore che non esclude, il perdono che giunge a tutti…
Sogno una chiesa che sappia dire “non so” o “aiutami a capire”
e che preferisca il silenzio, alle parole prive d’amore e di tenerezza…

don Enrico

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