Deserti, templi, montagne

Deserti, templi, montagne


C’è una suggestione potente nel racconto di Matteo,
con le tentazioni nei tre luoghi conosciuti: deserto, tempio, alta montagna…
Il Tentatore sembra aver voglia di variare i luoghi e gli scenari:
ma, in realtà, nella Bibbia, questi luoghi non sono secondari o banali,
sono i luoghi dove il Dio vivente si rivela, dove lo si cerca e lo si incontra…

Il deserto: dove Dio si è “fidanzato” con il popolo appena liberato e in cammino…
Il tempio: dove Dio è presente fra il suo popolo e dove viene celebrato…
La montagna: dove Dio rivela il suo nome a Mosè e dà al popolo la Legge…

La tentazione di Gesù diventa così, per la scelta di questi tre luoghi,
la tentazione dell’esperienza religiosa stessa, con i suoi rischi e le sue opzioni:
i luoghi privilegiati per l’esperienza forte del Dio vivo,
diventano quelli dove l’idolo può insinuarsi e prendere il posto di Dio!
Si rivela il ruolo del Tentatore, il ruolo del diavolo:
proporre l’idolo al posto del Dio della vita!
Deserto, tempio, montagna: i tre luoghi dell’alleanza tra Dio e il suo popolo
vissuta, conclusa, celebrata, donata e rinnovata…

Dove sono oggi i nostri deserti, i nostri templi, le nostre montagne:
là dove incontriamo Dio ed anche dove lo possiamo smarrire;
dove siamo tentati dal buio dell’orgoglio ed insieme abbagliati dalla fede;
dove siamo interpellati fino in fondo sulla verità delle nostre scelte?

Non è difficile andare in un deserto: le relazioni in ufficio coi colleghi,
gli impegni lavorativi quotidiani, la preghiera in famiglia,
l’intimità coniugale, l’interpellarci dei figli, la preoccupazione del genitore,
la scelta di una raccomandazione, il radunarsi per la preghiera comune,
l’elezione di un personaggio politico, la decisione per una ideologia,
i momenti di solitudine, le esperienze personali, liberatorie o alienanti…

È in queste occasioni che si gioca la sfida della nostra relazione con il Dio vivo:
la scelta tra l’idolo, il volto falso di Dio che inganna e distrugge,
e l’icona, il volto santo che illumina e rialza…
In questo inizio di quaresima, nel volto di Gesù messo alla prova,
Matteo ci invita alla vigilanza, al risveglio delle nostre risorse spirituali,
per imparare di nuovo a rispettare quello che noi siamo:
figli di Dio, fragili e liberi!
Invitati a non ridurre Dio ad un idolo,
ma scoprirlo di nuovo come Padre di misericordia: lui a cui solo rendere culto!
Lui che vive nel luogo più intimo del nostro cuore…

don Enrico

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