Note sulla stagione concertistica 2019

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Note sulla stagione concertistica 2019


Note sulla stagione concertistica 2019

Il programma 2019 della stagione concertistica, della Fondazione Organo della Basilica di San Babila ancora una volta testimonia l’eccellenza dell’offerta culturale che la Fondazione riesce a proporre.Gli artisti italiani e stranieri – il tedesco Silvius von Kessel, il francese Eric Lebrun, per l’Italia Manuel Tomadin, Alessio Corti, l’Ensemble vocale Harmonia Chordis, diretto da Giuditta Comerci, tutti di primissimo piano – eseguiranno un repertorio prevalentemente “classico”, ma non mancheranno brani contemporanei, composti dagli stessi Organisti.

Grande spazio sarà dedicato a Johann Sebastian Bach, supremo creatore di composizioni organistiche: uno strumento che con un suono a volte riflessivo e malinconico, sovrapposto a slanci mordenti, richiama una preghiera che si apre al cielo, al Cristo risorto, alla speranza. Ascoltare Bach, inoltre, significa capire come attraverso la sua musica Dio abbia rotto il Suo silenzio, si sia manifestato agli uomini, se pensiamo anche ad altre sue composizioni, come la splendida Passione secondo Matteo. In altre parole in Bach noi ascoltiamo la voce di Dio e la ricordiamo dopo il concerto, quasi che continuasse a parlarci, a sostenerci nelle nostre fatiche, nei nostri dubbi, nella nostra buona volontà che appare a volte impotente. Più in generale, nell’organo avvertiamo la difficoltà di credere, di vincere la disperazione che spesso ci assale, ma allo stesso tempo ritroviamo l’inestinguibile potenza della fede, del riscatto nel nome di Cristo.

I concerti della Basilica di San Babila sono quindi allo stesso tempo l’occasione di un piacere di ascolto musicale, e una preghiera e una riflessione. Fanno ritrovare Dio a chi lo ha dimenticato e a chi lo cerca, e proprio in una stupenda chiesa al centro di Milano.
L’organo, tra il traffico, gli uffici, le tensioni del lavoro, trasporta misteriosamente in una dimensione spirituale diversa che arreca pace dell’animo, una sensazione riconosciuta da tutti coloro che hanno partecipato ai concerti: un’esperienza davvero indimenticabile, se pensiamo – non ci stancheremo mai di ripeterlo – che nella nostra società le ragioni della spiritualità sono carenti, travolte dal consumismo e dall’individualismo. Abbiamo quindi bisogno di trovare la forza di pregare, di pensare al Signore anche con l’aiuto della musica.

Paolo Grieco

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