Riflessioni sull’incontro con l’Arcivescovo all’Assemblea di Comunità

Riflessioni sull’incontro con l’Arcivescovo all’Assemblea di Comunità


“Riflessioni sull’incontro con l’Arcivescovo” è stato il primo punto all’ordine del giorno della prossima Assemblea di Comunità che si è tenuta il 13 Febbraio.

Per focalizzare una sintesi dei contenuti è disponibile una scheda dell’intervento scaricabile QUI.

Nella serata assembleare, abbiamo dedicato tempo a riflettere sul messaggio che il nostro Vescovo Mario aveva affidato alle Comunità nell’incontro di alcune settimane fa. Con l’aiuto di Roberta ne abbiamo ripercorso i contenuti e abbiamo, insieme, cercato di proporci – nei vari ambiti della nostra vita pastorale (liturgia, carità, catechesi) – di conservare lo “stupore del Vangelo”, di vivere “a proprio agio nella storia”, di ascoltare il “forte grido” che giunge alle nostre Comunità, di superare “la globalizzazione dell’indifferenza”, di crescere nella “dimensione della fraternità universale ed scatologica della Chiesa”.
Diversi spunti di riflessione e di comunicazione di fede ci aiuteranno a camminare maggiormente nella consapevolezza di essere una Comunità chiamata ad essere viva, ed evangelicamente testimoniante, nel centro della nostra città.

 


L’Arcivescovo presenza viva nelle Comunità.

Ultime news sulle prossime occasioni di incontro con Arcivescovo per la Comunità Santi Profeti: 

  • La segreteria dell’Arcivescovo ha comunicato che mons. Mario Delpini sarà tra noi nella celebrazione dei Vespri, in s. Babila, alle 18.30, il Venerdì 29 Marzo.
  • L’Arcivescovo sarà invitato alla preghiera nella memoria di “Maria, madre della Chiesa” il Lunedì dopo la Pentecoste. Quest’anno sarà il giorno 10 Giugno. Come già avvenne lo scorso anno sarà recitata una decina del Rosario presso alcune chiese della Comunità (quest’anno saranno s. Babila, s. Maria della Sanità, s. Pietro in Gessate) e la conclusione (con la celebrazione dei Vespri) sarà in s. Maria della Passione.
  • Il Vicario episcopale della Zona 1 (Milano città) ha comunicato il desiderio dell’Arcivescovo di celebrare una Messa feriale in Quaresima nelle Parrocchie.

Testimonianze dell’incontro in Sant’Ambrogio tenutosi l’11 Gennaio 2019


Un invito… Stupore – Storia – Grido – Speranza

L’11 gennaio scorso alle ore 21, il nostro Arcivescovo ha invitato nella Basilica di Sant’Ambrogio i membri dei Consigli Pastorali della nostra città e quanti volevano condividere con lui un cammino di Chiesa. Ci ha accolto con molta familiarità e prima dell’inizio ha girato fra i banchi salutandoci quasi ad uno ad uno. Perché ci ha invitato? Ci ha voluto comunicare una possibile e concreta modalità di vivere oggi la fede; ci ha indicato prospettive e atteggiamenti che, se ben correttamente intesi e vissuti giorno per giorno, possono portare i membri della comunità cristiana a vivere bene e a testimoniare giorno per giorno la propria fede nel Signore Gesù. In sintesi ci ha invitato a considerare il nostro modo di vivere alla luce di quattro parole: stupore – storia – grido – speranza da collegare ai quattro gruppi di misteri del Rosario: della gioia – della luce – del dolore – della gloria. Si passa così, nella luce della fede, dall’agire quotidiano secondo il Vangelo alla preghiera di affidamento al Signore, appunto la recita del Rosario.

Stupore

Il Vescovo ci ha invitato a vivere aperti allo stupore, cioè ad aprirci al Mistero che ci circonda e che noi cristiani conosciamo attraverso la Parola. Quello stesso stupore che ha provato Maria: non si è tappata le orecchie, non ha chiuso il suo cuore, non ha scrollato le spalle. Ha accolto le parole dell’angelo e le ha messe nella propria vita: “Sia fatta la tua volontà”. E da quel momento la sua vita è cambiata: fidandosi e affidandosi ha vissuto con stupore intorno a quel Figlio. Le era difficile spiegarsi che cosa le fosse successo, ma le era facile accogliere le sue parole: “Fate quello che vi dirà” dice ai servi alle nozze di Cana. Anche noi siamo invitati ad aprirci allo stupore, a credere nella realtà di quel Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo che non è estraneo all’uomo ma lo accompagna giorno per giorno. Sforziamoci allora di vivere in compagnia del mistero e per sostenerci in questo atteggiamento rivolgiamo fiduciosi la nostra preghiera recitando i misteri della gioia: Annuncio-Visitazione-Nascita-Presentazione-Insegnamento sempre medi-tandoli con stupore, ossia con riconoscenza e rispetto e confidenza.

Storia

Vivere nella storia è un atteggiamento che ben si addice ai cristiani. Vivere nella storia vuol dire impegnarsi ogni giorno in tutte quelle attività concrete che caratterizzano la vita di noi tutti: essere protagonisti nel lavoro, nella famiglia, nella società civile con una attività concreta, con un impegno costante ed essere capaci di sporcarsi le mani ove ce ne fosse bisogno. Non vogliamo rimpiangere i bei tempi antichi di un passato che nessuno conosce nel profondo ma che è facile rimpiangere: ai miei tempi… una volta sì che ci si poteva fidare… i giovani di oggi non hanno più dei valori… Gesù stesso si è immerso nella storia del suo popolo e lo ha aiutato concretamente, anche di sabato, capace di sfidare regole ormai superate. Ha portato aiuto, ha insegnato ma nello stesso tempo non ha fatto tutto da solo e ci ha lasciato un grande compito: “Chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi” (Gv 5,20). Che cosa sono i misteri della luce: sono momenti della vita di Gesù in cui la sua umanità si è mostrata concretamente insieme alla sua divinità: Battesimo-Nozze di Cana-Annuncio del Regno-Trasfigurazione-Istituzione dell’Eucaristia. Anche noi possiamo affermare la nostra presenza nella storia – è toppo chiamarla storia della salvezza? – pregando questi misteri e sentendoci pienamente parte del mondo in cui viviamo, un mondo fatto non solo per noi e per chi la pensa come noi, ma un mondo pieno di fratelli e di sorelle che ci accompagnano nel cammino di tutti i giorni.

Grido

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Gesù non ha potuto starsene avviluppato nelle sue sofferenze ed essere insensibile alle ferite, alle percosse e agli atroci insulti che lo hanno accompagnato al Calvario. “Dio mio, Dio mio” possiamo e dobbiamo dire anche noi cristiani tutte le volte che assistiamo agli attacchi del male, del dolore, delle ingiustizie. Dobbiamo essere capaci di coinvolgerci nelle sofferenze del mondo, conoscerle e fare in modo, anche con una chiara ed esplicita denuncia, è questo il nostro grido, che ne vengano affrontate la cause immediate e remote. Non è facile, molto più comodo un commento stereotipato e poi voltarsi dall’altra parte. “Che cosa posso fare io?” La risposta immediata non c’è quasi mai, ma porre attenzione ai problemi, non tacere di fronte ai drammi di tanti uomini e donne, documentarsi per quanto possibile e parlarne con i nostri amici per vedere se si può fare qualcosa, questo lo possiamo e lo dobbiamo fare. E la preghiera commossa e partecipe con i cinque misteri dolorosi: Agonia nell’orto-Flagellazione-Incoronazione di spine-Salita al calvario-Flagellazione e morte ci porta se non sulla croce di Gesù, almeno ai suoi piedi e ci aiuta a soffrire con Lui.

Speranza

Forse siamo aperti al mistero, ci diamo da fare per quanto possiamo, cerchiamo di guardare in faccia la realtà, ma tutto questo può non bastare. Può essere uno sforzo di volontà, un impegno perché proprio non se ne può fare a meno, ma spesso ci capita di domandarci: “A che cosa serve tutto ciò? Tanto non cambia niente! Gli uomini sono sempre quelli.” Questa è una grande tentazione, una prova che ci viene incontro e che rischia di annullare i nostri convincimenti, la nostra volontà e i nostri sforzi rivolti al bene, al bene comune. Ma il cristiano si deve affidare concretamente alla speranza. “Per la dottrina cristiana, la speranza è la virtù per la quale l’uomo desidera e aspetta da Dio la vita eterna come sua felicità, riponendo la sua fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandosi “all’aiuto dello Spirito Santo” per meritarla e preservarla sino alla fine della vita terrena”. Noi siamo stati invitati dal nostro Vescovo a coltivare questi sentimenti, a riconoscere che la nostra vita è affidata al Dio di Gesù Cristo, un Dio Padre che ci conosce tutti, uno per uno, e che ci vuole bene. Ogni volta che fermiamo il nostro correre quotidiano e ci rivolgiamo a Maria pregandola coi misteri gloriosi: Resurrezione-Ascensione-Discesa dello Spirito Santo-Assunzione di Maria-Incoronazione di Maria dobbiamo essere consapevoli che, nella speranza, ci affidiamo a colei che con stupore ha accolto le parole dell’Angelo: quelle parole hanno cambiato la sua vita e possono cambiare anche la nostra. (Guido e Giulia Piccardo)


Venerdì 11 gennaio 2019. Una serata in sant’Ambrogio

C’è sempre tanta emozione entrando nella basilica di s. Ambrogio per tutti i significati che racchiude, specialmente per chi come noi è di rito ambrosiano.
Arrivo con buon anticipo e, Lucia a parte, poco dopo arrivano anche i nostri, che bello sentirsi a casa fra i bei sorrisi di Roberta e di Fratel Michele e alcuni dei parrocchiani della nostra Comunità Pastorale
Emozione quando il Vescovo, monsignor Mario Delpini, passa per i banchi, camminando per l’intero perimetro della Chiesa, dando la mano a tantissimi fedeli, con il mio crescente imbarazzo misto a gioia in fantozziani stati d’animo del tipo “aiuto , ma come si saluta correttamente un Vescovo?”.
Essendo solo sfiorati, i miei timori si rivelano essere inutili, ma con questo semplice gesto ci sentiamo tutti felici, non ci sono barriere, non ci sono distanze, siamo tutti uguali, sensazione di prossimità che dona felicità.
La parte formativa viene preceduta dalla lettura di un Salmo e da una preghiera di san Paolo VI e siamo pronti per ascoltare le parole del nostro Vescovo.
Così come per il suo approccio precedente, fatto come detto di accoglienza gentile, di strette di mano ricche di emozioni reciproche, anche il suo discorso scorre fluido, per nulla costruito su complicati concetti o su parole ricercate, ma sul nostro essere Chiesa in cammino, su quali strade intendiamo far battere il nostro cuore sempre giovane, perché quando è lo Spirito a guidarci, non può che essere così, avanzando insieme in comunione fra di noi.
Sorridiamo quando con professione di modestia ci comunica che lui non ne sa più degli altri, ma ha solo la responsabilità di far convergere il popolo su linee per l’appunto su cui affluire assieme.
Entra quindi nello specifico suggerendoci quattro spunti di meditazione, con lo scopo di riuscire a farli divenire pratica concreta nella realtà di tutti i giorni .
Mi è piaciuta molto la definizione “volti di Chiesa” con cui riassume i quattro capisaldi, lo recepisco come un orgoglio e una responsabilità d’appartenenza, sul quale ho personalmente molto da lavorare per essere all’altezza di tale espressione, ma il solo pensare di lavorare a migliorarmi lo identifico nel “dimorare nello stupore”, l’aspetto forse che mi più mi ha interpellato dei quattro sviluppati, magari egoisticamente, perché continuare interiormente a vivere il giorno di Pentecoste, della discesa dello Spirito, è un arricchimento tale da essere difficilmente spiegabile, una grazia che significa gioia di vivere che non si compra on line, leggerezza interiore che non si impara in comode dispense settimanali, sorprendersi dello stupore di essere tutti fratelli e sorelle è viatico di meraviglie che donano luce.
Il Vescovo ci suggerisce di lasciarci guidare da Maria – come nel Magnificat – e pregare lei, per aiutarci a dimorare nello stupore.
Senza nulla togliere a nessuno degli altri temi trattati, su questo sto personalmente lavorando e ci tenevo a condividere con tutti voi della Comunità Pastorale dei Santi Profeti questa mia sensazione, sul resto della Lectio, sulla sua esegesi e su il legame fra i vari concetti sviluppati, lascio a chi è molto ma molto più bravo di me il compito di raccontare e fare sintesi, io chiudo esprimendo la mia felicità, per una bella, ma proprio bella, serata da cui ho certamente molto da imparare. (Paolo Bagagli)


L’arcivescovo incontra le Comunità Pastorali

Un appuntamento pensato come occasione di ascolto e di dialogo con l’Arcivescovo: occasioni, al mattino riservato al clero, alla sera ai Consigli pastorali.

Zona 1  – venerdì 11 gennaio 2019:

al mattino (dalle 10 alle 12.30)  – Cineteatro San Carlo del Collegio San Carlo (via Matto Bandello 3, Milano)

l’incontro è per i ministri ordinati (presbiteri e diconi), uno spazio per vuole favorire lo scambio fruttuoso tra il presbiterio e il suo Vescovo.

alla sera (dalle 21 alle 22.30) – Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

l’incontro è per i laici dei Consigli pastorali, per gli operatori pastorali nelle Comunità (catechesi, Caritas, liturgia, ecc.) e per le religiose.
La riproposizione dell’incontro anche per i laici dice l’unità del cammino di tutta la Chiesa.

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