Epifania

Epifania


La celebrazione dell’Epifania è l’approdo del cammino iniziato con l’Avvento. Alla luce dell’orizzonte universale, oltre che escatologico, degli annunci del profeta Isaia, che leggono la difficile ricostruzione di Gerusalemme, dopo il tempo dell’esilio, come l’aurora che lascia presagire un futuro inondato dallo splendore della gloria di Dio e capace di attrarre la moltitudine dispersa dei suoi figli e delle sue figlie, la prima comunità cristiana di origine giudaica, che ormai si è aperta alle genti, interpreta la figura di Gesù e i tempi messianici con lui iniziati:

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.
(Isaia cap. 60)

Attraverso alcuni racconti, densi di allusioni bibliche, in particolare la venuta dei magi da oriente e il battesimo nel fiume Giordano, Gesù è presentato come colui che, attraverso i cieli squarciati, manifesta il mistero ineffabilmente luminoso di Dio in modo unico e sorprendente, come colui che riunisce i lontani e i vicini in un solo uomo nuovo:
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel
Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e
lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal
cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
(Vangelo Marco cap. 1)

Egli infatti è la nostra pace…
Così egli ha abolito la Legge….
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace,
e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo…
Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.

(Paolo agli Efesini cap. 2)

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