I dieci anni della Fondazione Organo della Basilica di San Babila

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I dieci anni della Fondazione Organo della Basilica di San Babila


Bastano le prime folgoranti note della “ Toccata e fuga in re minore” di Bach – l’universalmente celebre mordente sulla dominante – per procurare all’ascoltatore un’indefinibile emozione che lo trasporta subito in una dimensione spirituale, spingendolo alla preghiera e alla meditazione. La caratteristica dell’organo è proprio quella di creare, nella chiesa dove è collocato per accompagnare la liturgia, un’atmosfera interiore e spirituale. Maestoso strumento musicale, le sue tastiere forniscono un suono sublime alle canne che lo compongono, assomiglianti alle guglie di una cattedrale rivolte al cielo. Le sue note si trasformano, così in un’invocazione a Dio, quasi una sorta di dialogo ultraterreno e, attraverso la profondità della musica, sembra che il Signore rompa i suoi silenzi, testimoniando agli uomini la sua presenza.
Sono sensazioni che si provano nell’ammirare ed ascoltare l’imponente organo della Basilica di San Babila a Milano, degno della grandezza artistica della chiesa, una sorta di rifugio, un’oasi di pace nel centro della città per proteggere dal tumultuoso traffico e dallo scorrere rumoroso della vita cittadina. Un luogo di riflessione trascendente nel quale rivolgerci alla Croce ed esprimerle le nostre domande ed inquietudini, la nostra solitudine e sofferenza.
L’imponente strumento nella chiesa di San Babila è stato realizzato grazie alla donazione di una parrocchiana. Dieci anni fa, nel marzo 2008, si è inoltre pensato di creare una Fondazione, «per non lasciare che quell’atto munifico fosse un radioso episodio isolato, bensì fosse l’incipit di un impegno corale, cementato dall’amicizia, per la valorizzazione dello splendido strumento musicale, attraverso una permanente aggregazione di persone che ne garantissero la continuità, nella condivisione dei valori cristiani», ha scritto il presiedente Paolo Zambelli, istituzione che curerà ogni anno quattro concerti principali ai quali faranno da contorno altre manifestazioni culturali. Una fondazione che arricchisce quindi il patrimonio artistico di Milano, e contribuisce a far emergere il valore culturale dell’organo.
Costruito a Codroipo, in provincia di Udine, nella bottega artigiana del Maestro organaro Francesco Zanin, l’organo a canne della Basilica ha richiesto un lungo periodo di studio ed è stato realizzato sulla base di antichi trattati e grazie alla collaborazione nella progettazione fonica del Maestro Alessio Corti, organista di fama internazionale e oggi Direttore Artistico della Fondazione. Uno sforzo – annota Zanin – «rivolto alla realizzazione di un’opera d’arte duratura nel tempo, simbolo del lavoro artistico e artigianale divenuto ormai sempre più raro»
Senza soffermarci sui particolari tecnici dello strumento, l’organo si presenta grandioso e solenne e «al tempo stesso mistico e dolcissimo» per cogliere le sfumature – è stato scritto – che la fede ci suggerisce per accompagnare degnamente le lodi del Signore.
Le stagioni concertistiche predisposte dalla Fondazione si sono avvalse di artisti di primissimo ordine, e l’ultimo concerto del 2018, che si terrà venerdì 14 dicembre 2018, alle ore 20, si avvarrà della partecipazione di Maurizio Manara all’organo, vincitore di vari concorsi non solo in Italia e presidente, tra le altre onorificenze, dell’Associazione Musica Antiqua, e della violinista Rossella Croce, nota per essersi esibita nelle più prestigiose sale da concerto anche all’estero. Il repertorio comprende musiche di Nikolaus Bruhns, morto prematuramente a 31 anni nel 1704, ma che aveva ottenuto all’unanimità il posto di organista alla Stadtkirche di Hasum; di Heinrich Ignaz Franz von Biber, considerato il più grande esecutore per violino del XVII secolo; di Dieterich Buxtehude, tra i massimi compositori di musica organistica nell’epoca barocca; di Johann Sebastian Bach, sulla cui genialità riteniamo superfluo soffermarci; di Johann Heinrich Schmelzer, famosissimo e rinomato suonatore di violino tra il 1675 e il 1680; di Georg Böhm, organista noto per la partita corale e per la sua influenza su Bach; di Francesco Antonio Bonporti, ispiratore di Bach ed al quale è intitolato il Conservatorio di musica di Trento; di Johann Ludwig Krebs, il quale ebbe Bach come insegnante; di Francesco Maria Veracini, considerato in Italia il migliore violinista dopo la morte di Corelli: ed infine di Arnold Matthias Brunckhorst, organista e compositore tedesco, morto nel 1725.
Risulta quindi innegabile l’impegno organizzativo della Fondazione Organo della Basilica di San Babila sia per onorare l’importanza artistica dello strumento, sia per fornire un alto contributo culturale a Milano. La rinomanza degli esecutori e le opere dei compositori scelti costituiscono un invito per gli amatori ad approfondire temi di letteratura musicale non frequentemente eseguiti, mentre il pubblico non specializzato avrà la possibilità di ascoltare il fascino della musica organistica e di violino dell’epoca barocca.
L’organo, abbiamo detto, è uno strumento musicale incomparabile per avvicinarsi a Dio, sia individualmente, sia coralmente. Osservare gli esecutori che accarezzano le tastiere, ascoltare il suono delle canne, rappresenta un momento nel quale si raggiunge uno stato d’animo unico per dimenticare le miserie quotidiane e avvicinarci a un’altra concezione della vita nella quale “avvertiamo” il silenzio di Dio.

Paolo Grieco

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