Un istante di Paradiso

Un istante di Paradiso


Là, su quella roccia a forma di cranio si consuma l’atroce confusione:
nessuno capisce quello che sta accadendo
e quello che ognuno sta facendo o non facendo…
Non capiscono i crocifissori che porgono l’inutile bevanda anestetica,
invitando ad un gesto miracolistico
e non capisce il malfattore che insulta e irride il tuo dirti Messia…
Eppure tutto sembra completamente comprensibile:
proprio perché Gesù è il Cristo, il re dei Giudei,
Gesù non salva se stesso, ma offre se stesso per salvare gli altri…

Siamo davanti alla chiarezza più intensa ed assoluta:
dal sacrificio d’amore, che si compie nell’obbedienza al Padre sino alla Croce,
si comprende la salvezza donata da Gesù,
sin dal momento della sua incarnazione…

Forse la domanda affiora anche alla nostra mente:
perché, Gesù, non hai scelto di salvarti?
Ti avevamo ammirato mentre salvavi uomini e donne dalle forze più oscure:
il dolore fisico e morale, il disprezzo dei benpensanti,
la povertà dimenticata, la morte in giovane età…
Ti avevamo invidiato quando non ti lasciavi ferire da ingiustizia e cattiveria,
quando accoglievi impavido tradimenti e abbandoni,
quando non ti scalfiva l’odio e la gelosia…
Ti guardavamo stupiti per il tuo guarire le infermità del corpo,
dar vista ai ciechi, far danzare di gioia i paralitici,
resuscitare i morti e lenire il pianto disperato…

Eri l’immagine del Dio forte, del Dio vincitore,
eri il Dio che combatte a fianco dell’inermità umana,
eri il Dio atteso per sradicare ogni male della nostra povera umanità…

Eppure, è proprio stando su quella croce,
che tu ci doni l’immagine più vera:
sei il Dio che ama, follemente e immeritatamente,
il Dio che spezza la sua vita solo per amore,
il Dio che offre misericordia e perdono a chi invoca,
il Dio che, negli ultimi istanti della sua vita,
fa di un malfattore, conscio del suo male,
il primo ad essere, con te, non su una croce,
ma nel paradiso…

don Enrico

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