Aspettare o estirpare? …

Aspettare o estirpare? …


Siamo, ancora una volta, davanti a qualcosa di paradossale:
ecco uno strano padrone: il suo interesse è, certamente, la messe che cresce,
ma è anche interessato a ciò che cresce insieme con lei…

E, sembra, che questo interesse non solo sia ricco di pazienza,
ma si intravvede anche una sotterranea speranza…
Che sarà – sembra dirsi il padrone – di questa zizzania?
sarà proprio e soltanto un’erba maligna? Un’erba infestante?

Forse il problema, della parabola del grano e della zizzania, torna anche nella vita:
la presenza, tra noi, di persone che giudichiamo malvagie…
Il rischio è quello dei servitori che vedono l’erba cattiva in mezzo al grano:
Strappiamo… estirpiamo… questa è la loro logica…
Una logica che – spesso – vediamo affiorare anche nei nostri timori…
Una logica che sottende alla classica soluzione: male contro male!…
Tu infesti? Io sradico! Tu sei nocivo? Io ti elimino!…
Eppure – qui sta il paradosso di oggi – questa non è la logica di Dio:
lui ci chiede di costruire con lui il regno: venga il tuo regno – il “suo” regno –
un regno dove sono chiamati a convivere bene e male, giustizia e ingiustizia,
perdono e vendetta, logica del dono e ricerca del potere…

Lasciate che crescano insieme fino alla mietitura! invita il padrone del campo…
Così Gesù invita ad accettare con realismo le difficoltà del presente,
quelle difficoltà che appaiono chiare nello scrutare il germogliare del campo…
Ma è opportuno che quello sguardo sappia scrutare tutto, e con estrema onestà:
sappia scrutare anche dentro la nostra stessa esistenza,
scoprire che ognuno di noi è ora santo e ora peccatore, in continuo cammino,
ricercando il giusto equilibrio tra il “buono” e il “cattivo” di noi stessi,
per comprendere che, troppo spesso, la mia parte cattiva prende il sopravvento…

Ogni giorno, con la pazienza e la speranza del padrone del campo,
devo scrutare con occhi attenti la mia vita, affrontare tutte le mie zizzanie
e rinnovare, quotidianamente, la mia scelta di vangelo:
non basta scegliere un’unica volta, si sceglie continuamente,
quando riconosciamo di aver sbagliato, quando si perde la strada del regno…

È difficile, se non impossibile, farcela da soli:
ma ho sempre con me l’aiuto della mia Comunità, i miei fratelli e sorelle,
il confronto quotidiano sulla Parola, il cibo nutriente dell’Eucaristia…
Potrò, così, evitare i facili atteggiamenti di intolleranza
E costruire, ogni giorno, il Regno, ricalcando le orme di Gesù…
Potrò convertire il mio cuore, perché Dio lo vuole sempre più libero…

don Enrico

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