Il diritto degli “ultimi”…

Il diritto degli “ultimi”…


Perché dobbiamo lavorare? Perché abbiamo bisogno di guadagnare da vivere,
e avere il cibo quotidiano e rimanere al caldo in inverno,
o, semplicemente, aumentare il conto in banca per dire, un giorno: Sono ricco!…
Eppure la Bibbia, sin dalle sue prime parole, fa intuire ben altro intorno al lavoro:
è lavoro mettersi a servizio degli altri,
è lavoro trasformare la materia prolungando la creazione divina nell’oggi umano,
è lavoro impegnarsi a realizzare una nuova salute fisica e psicologica,
è lavoro il progresso tecnologico che può anche contribuire a una vita migliore,
è lavoro far evolvere il pianeta, per il benessere dei suoi abitanti, per la felicità…

Ma, oggi, la Parola ci mostra Dio che vuole compromettersi con le vicende umane,
diventando un datore di lavoro – uno “strano” datore di lavoro –
e parlare di questo Dio imprenditore – e dei suoi bizzarri sistemi di retribuzione –
ci provoca disagio, imbarazzo, anche un po’ di scandalo…
Il racconto di Gesù sembra una provocazione bella e buona
e, magari, una predicazione per qualche sovversione di usi ben consolidati…

Chi è arrivato per primo e chi è arrivato ultimo riceve lo stesso salario!…
Una intera giornata o poche ore di lavoro retribuite allo stesso modo!…
Il racconto evangelico ci conduce a comprendere una estrema novità:
tutti gli operai della parabola sono resi “primi”…
In questa vigna tutti vengono trattati da “primi”:
Voglio dare a quest’ultimo quanto ho dato a te!…
Un diritto di Dio! Un diritto che Dio – in Gesù – difende strenuamente,
al punto da calpestare la logica del rendimento e della giusta ricompensa…

Che può fare, che può dire, un cristiano, davanti a questa inattesa logica di Dio?
Forse può lasciarsi catturare dalla logica del dissidio, del risentimento, del rifiuto:
questo padrone non riconosce lo sforzo di tutto un giorno,
non valuta la maggior parte del lavoro fatta sotto il sole cocente,
non pratica la giustizia e non rispetta il diritto…
Questo strano padrone comincia dagli ultimi,
quando, da che mondo e mondo, si dà sempre il meglio ai primi…
gli ultimi raccolgono ciò che resta, le briciole, gli avanzi…

Gesù, testimone fedele di Dio, chiede primato anche per gli ultimi:
per chi fatica, per chi sbaglia, per chi è debole, per chi ha peccato…
Sapremo seguirlo in questo suo dichiarare la scelta degli ultimi?
Per farlo avremo bisogno di una decisa conversione, del cuore e del cammino:
fare come Dio, come Gesù, e ripartire dagli ultimi,
non è certo operazione indolore!

don Enrico

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