Tempio del Signore

Exemple

Tempio del Signore


Il libro dei Re si apre con la difficile successione al trono di Davide,
ma, lentamente, vede imporsi la grande figura di Salomone
che viene finalmente unto presso la fonte di Ghihon, la “zampillante”,
l’antica fonte che forniva acqua a Gerusalemme…

Salomone, in seguito, ottiene da Dio, in un meraviglioso dialogo notturno,
il dono della sapienza, l’unico dono chiesto dal re, al quale Dio risponde:
ti concedo un cuore saggio e intelligente:
come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te;
ti concedo anche quanto non hai domandato,
cioè ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai…

Salomone, sapiente e saggio, si arricchisce ben presto oltre ogni misura,
decide, così, di compiere l’opera a cui suo padre non aveva potuto mettere mano:
l’edificazione di un Tempio al Signore…
Trentamila operai, per ben sette anni,
sono cooptati, con veri e propri lavori forzati,
alla costruzione del Tempio e ai suoi ed arredi…

Il trasporto dell’Arca dell’Alleanza nel nuovo santuario,
avviene curiosamente nella festa di Etanim (ora festa delle Capanne),
un’antica festività cananea in onore dei corsi d’acqua permanenti,
quelli che scorrono anche al fuori delle grandi piogge autunnali…
Salomone presiede la cerimonia di consacrazione,
ed eleva a Dio una grande supplica
affinchè il Dio del Cielo si degni di abitare in quella dimora terrena…

Tutti sono lì, intorno al loro re,
per solennizzare quel giorno con numerosi sacrifici.
Ed ecco, una volta introdotta l’arca nel sacro recinto,
una nube, segno della presenza di Dio,
riempie il tempio così che null’altro può entrarvi:
gli stessi sacerdoti sono costretti a restare fuori.

Il tempio, l’arca, la nube: immagini di realtà profonde e preziose…

Gesù ci dirà che il tempio, ora, siamo noi:
in noi Dio vuole dimorare per fare di noi la sua immagine vivente!
Gesù ci farà scoprire che l’arca, segno di un’alleanza d’amore, vive nella memoria:
il nostro battesimo e l’eucaristia…
Gesù ci aiuterà a capire che la nube, presenza discreta e operante che ci inabita
ha, ora, un nome: è Spirito Santo…

don Enrico

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