Dall’Assemblea di fine anno: le testimonianze

Exemple

Dall’Assemblea di fine anno: le testimonianze


La sera di Martedì 5 Giugno, si è svolta la prevista ASSEMBLEA DI CHIESA: iniziata in preghiera, proseguita in fraternità e conoscenza, conclusa in sinodalità, è stata per molti di noi l’esperienza di comprendere la possibilità di una vita di Chiesa anche nella particolari condizioni di Comunità che vivono nel centro storico della città. Scambio di opinioni, preoccupazioni comuni, intensità di comunicazioni che sgorgavano dal cuore e dalla sensibilità di ciascuno.


Testimonianze


Ore 19.30 di un martedì: la Comunità pastorale dei Ss. Profeti celebra i Vespri nella basilica di s. Babila ad apertura della Assemblea di Chiesa. Si vuole, così, portare a compimento l’anno pastorale 2017-2018. Salmi e Inni cantati insieme sono anche di richiamo favorevole a chi, in quel momento, dovesse entrare in chiesa.
Al termine dei Vespri ci si scambiano, reciprocamente, un sorriso e i primi saluti, poi ci si reca in sala Ceriani per un momento di fraternità: un aperitivo preparato con cura ammirevole dal gruppo delle “volontarie di s. Babila”.
Il clima festoso accompagna al momento di riflessione sull’anno pastorale trascorso: aiutati da una scheda, ripercorriamo il cammino compiuto. Le numerose iniziative che ci sono state proposte hanno coinvolto coloro che vi hanno partecipato: continueranno quindi anche nel prossimo anno.
Molte le persone presenti all’Assemblea: diversi perciò gli interventi, gli scambi di opinione e anche le preoccupazioni.
Una serata che ha accresciuto la conoscenza reciproca e che ci ha fatto comprendere come, gradualmente stiamo diventando una vera Comunità.
(Lucia Cantoni)


Quali impegni, incombenze, attività attendono la nostra Comunità Pastorale dei Santi Profeti ogni giorno?
È domanda insieme legittima e di difficile risposta, se si valuta solo in base a ciò che si vede – spesso distrattamente – e limitandosi alle frequentazioni , come dire ?, “rituali”.
Cioè, alle celebrazioni dell’Eucarestia nelle occasioni canoniche.
Vi è molto, molto di più.
Risposta più completa e pertinente la si trova partecipando di persona agli incontri che vengono sistematicamente organizzati per aggiornare parrocchiani – e non – su ciò che gira attorno alla nostra Comunità Pastorale.
Incontri aperti a tutti, che consentono di sentirsi davvero partecipi – attori e non comparse – delle numerose, numerosissime iniziative che costellano l’intero anno.
E di individuare, senza alcuna “pressione” e sempre per libera scelta, eventi, manifestazioni, attività che possono consentire a ciascuno di sentirsi soggetto attivo nelle mille forme in cui la professione della Fede sa esplicarsi.
Si va dunque dalle multifome opportunità di preghiera con cadenze particolari nei vari momenti dell’anno, alle numerose opportunità di Formazione. E poi le attività caritatevoli, le attività dell’Oratorio; l’impegno della Sinodalità, con i suoi molteplici Consigli. Inoltre le iniziative legate all’Accoglienza ed alle attività Culturali. L’impegno profuso nei rapporti con la Comunità “Dalle Genti” (Chiesa Cattolica Maronita, Comunità Cattolica Cingalese, Chiesa Ortodossa Copta, Chiesa Ortodossa Russa).
Per non dimenticare il nutrito elenco di attività cosiddette “Amministrative”: le Gestioni economiche, istituzionali, di manutenzione dei luoghi di culto e degli edifici connessi. Restauri, adeguamenti, rifacimenti, consolidamenti riqualificazioni, conversioni: qui si apre un capitolo che costantemente – ahinoi – si aggiorna di nuove incombenze. Incombenze mai di carattere meramente estetico, sempre legate al mantenimento del patrimonio artistico-religioso.
Quanto sopra esposto fa comprendere quale impegno gigantesco attenda ogni giorno la nostra Comunità Pastorale dei Santi Profeti e come il talento di ciascuno di noi possa contribuire a mantenere e consolidare lo splendido spirito che la caratterizza. (Giovanni Monti)


La Chiesa? A Milano? Esiste ancora? Sì, a Milano e proprio nel centro. Lo avrebbe potuto constatare chi fosse entrato nella chiesa di San Babila martedì sera, 5 giugno 2018, verso le ore 19.30, sì proprio all’ora dell’aperitivo.
Ma chi era in chiesa era lì per pregare, per prepararsi bene, cioè insieme al Signore Gesù e al suo Spirito, al successivo incontro previsto quella sera stessa per chi avesse desiderato incontrarsi e guardare insieme un anno di vita comunitaria.
I presenti dopo la preghiera in chiesa si sono messi a tavola. Sappiamo che anche Gesù stava volentieri a tavola, che proprio durante i pasti teneva le sue catechesi e non solo.
Dopo il pasto in comune, dopo il reciproco salutarsi e l’informarsi l’uno sulla salute dell’altro, sui progetti delle vacanze, sulle preoccupazioni per qualche amico comune, don Enrico ha preso la parola e, dopo aver distribuito agli altri sacerdoti, ai consacrati e ai laici presenti, circa una trentina di persone, una scheda ricca di informazioni e di notizie, ha incominciato così: “Non voglio essere lungo, ma bisogna pure che vi riferisca sulle attività e sui propositi futuri della nostra comunità…”
Non è sembrato lungo il suo discorso perché è stato capace di creare nei presenti un coinvolgimento e un vivo interessamento ai vari aspetti della vita della nostra comunità. Ma che cosa è la vita della comunità, di una comunità di Chiesa?
Sentite: “Vi presento tre temi fondamentali per la nostra Chiesa, tre temi che già sono stati affrontati da noi in precedenti incontri, ma che sempre sono al centro del nostro agire e del nostro pensare: la PREGHIERA, la FORMAZIONE, la CARITA’. Intorno a queste attività si costituisce una vita di chiesa, una vita di persone che desiderano dare a Gesù, per quanto possibile ma sempre con voglia di andare oltre, uno spazio importante nella propria vita”.
Questo spazio, e questo tempo, noi lo articoliamo in tre ambiti principali:
la PREGHIERA LITURGICA soprattutto nei tempi forti della Pasqua e della Quaresima, ma poi anche nelle celebrazioni eucaristiche festive e feriali (e quante sono le opportunità che ci vengono offerte), nella celebrazione dei vespri domenicali, nell’adorazione eucaristica ormai ben consolidata nelle nostre chiese, nella preghiera mariana del lunedì dopo Pentecoste;
la FORMAZIONE e la CATECHESI articolata in modi diversi che cerca di portare a tutte le persone di buona volontà un insegnamento e una riflessione a partire dalla Parola di Dio e da quella del Magistero. Le letture bibliche serali da parte di don Enrico M. e quelle del lunedì mattina di don Enrico C. e di don Augusto fanno ormai parte della vita di tanti di noi. Sempre in tema di formazione si vuole continuare l’attività dei cosiddetti gruppi domestici, cioè gruppi di persone che nelle proprie case ma sentendosi comunità, si riuniscono per interrogarsi, per pregare, per rispondere all’invito del nostro Vescovo a “dare spazio alla Parola di Dio nella propria vita”;
la preghiera e la formazione sarebbero sterili se non sfociassero in una azione concreta di CARITÀ, di aiuto nel territorio ai poveri e agli emarginati. In questo ambito molto di più si potrebbe fare, molti di più potrebbero essere i volontari: i gruppi della San Vincenzo e della Caritas che già hanno in atto iniziative concrete, non si stancano di ricercare vie nuove, anche facendo circolare in rete notizie e esperienze di tutto il Centro storico. La strada è tracciata, ma bisogna poi consolidare i percorsi in atto e questo sarà possibile solo se altri si uniranno generosamente per questo lavoro.
Per sostenere queste che sono le tre attività fondative, si articola poi tutto il lavoro diciamo di sostegno della nostra comunità. È una serie molto diversificata di interventi e di iniziative. Don Enrico ha ricordato allora il valore della SINODALITÀ, cioè del cercare insieme, sacerdoti e laici, le vie da percorrere, le attività da proporre a tutti; il cammino operoso e pieno di sorprese che si realizza intorno all’ORATORIO (dall’iniziazione cristiana alle vacanze estive messe in opera con la presenza di giovani animatori); l’impegno di ACCOGLIENZA per chi si avvicina alla Chiesa per chiedere un servizio (matrimonio, battesimo, funerale, un certificato …) e sentendosi accolto e accompagnato, magari decide di avvicinarsi di più a noi; la viva realtà della SCUOLA MATERNA di S. Maria della Passione che anno dopo anno educa i piccoli ma avvicina sempre di più i loro genitori. Certo in questo non mancano le sofferenze: ci piacerebbe poter contare su nuovi catechisti e su più persone per il servizio delle segreterie parrocchiali.
Ma la nostra vita intorno alla chiesa non finisce qui: avendo noi la grande ricchezza di ospitare una Comunità di rito maronita, di avere regolarmente presenti dei cristiani cingalesi con un loro sacerdote, di tenere aperte al culto la chiesa di s. Pietro Celestino, data in uso alla Chiesa ortodossa Copta e di ospitare, in s. Francesco di Paola, la Catechesi della Chiesa Ortodossa Russa, sperimentiamo nel concreto cosa voglia dire il nostro Vescovo Mario che ci parla della CHIESA DALLE GENTI.
E non manca un serio ASPETTO CULTURALE e più propriamente musicale: i concerti che regolarmente teniamo in San Babila e in Santa Maria della Passione sono belle occasioni nelle quali ci apriamo a tante persone che vengono per ascoltare della grande musica e poi si trovano in un ambiente che forse li può portare a domandarsi: ma io dove sono entrato? E perché? C’è qualche cosa oltre questa musica?
Alla fine siamo stati tutti coinvolti in un senso di stupore e di sorpresa. Ma come, la nostra tanto bistrattata chiesa è in grado di fare tutte queste cose? Sì, lo diciamo con gioia ma anche con un po’ di preoccupazione. Ci domandiamo: potremo sostenere questo ritmo? Anzi, potremmo fare di più?
A toglierci da questa visione, anche bella e confortante se vogliamo, ha pensato l’ultima parte della comunicazione della serata. In fondo alla scheda distribuitaci da don Enrico un titoletto: AMMINISTRAZIONE.
E qui ci siamo sentiti “tremare le vene e i polsi”. Gli impegni economici che dobbiamo affrontare per un decoroso mantenimento del patrimonio trasmessoci dalle generazioni precedenti (si dice così ormai un po’ da tutte le parti) sono tanti: il ripristino della facciata di s. Maria della Passione; la messa a norma del Teatro San Babila e dello stabile di via Livorno; la Cappella Grifo in s. Pietro in Gessate che rischia di perdere il colore dei suoi meravigliosi affreschi; i pannelli della Sala Capitolare che devono essere restaurati; il campanile di s. Francesco di Paola che non ha una scala agibile, il personale e le spese ordinarie che, mese dopo mese, devono essere pagati.
Però, in tutto questo, nessuna paura e nessun trionfalismo: abbiamo constatato di persona che i cristiani (donne e uomini di buona volontà) non mancano. Sappiamo di poter contare su tanti amici, anche nascosti. Ma, soprattutto, quando ci riuniamo in due o tre sperimentiamo nel cuore che il Signore Gesù è lì con noi. (Guido e Giulia Piccardo)
 

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