Gioia e consolazione…

Gioia e consolazione…


Ancora parole di commiato e di speranza:
parole nella cena della Pasqua, testamento d’amore…

Parole che conducono nella pienezza dell’intimità di Dio con noi,
nella rivelazione piena del Paraclito,
dello Spirito che è Paraclito, difensore e consolatore,
che il Padre ci ha dato perché rimanga con noi per sempre…
Parole che introducono nell’intimo della relazione profonda e stabile:
lo Spirito rimane presso di noi e sarà in noi…

Lo Spirito che diventa la presenza stessa del Signore Gesù nei nostri cuori:
Non vi lascerò orfani: verrò da voi…

Lo Spirito che dona piena conoscenza ed esperienza
della vita in Cristo, della vita cristiana:
In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi…

Quanto fatico, nella debolezza dei miei giorni, a “sapere”,
sapere che sono nel Padre,
che sono in Gesù, che Gesù è in me…

Sono tanti i momenti in cui vedo tutto nero e dispero del futuro,
quando mi sembra che promesse e i progetti evangelici non bastino,
quando mi sento come una cenere fredda, incapace di speranza!

Caduto in queste buie prospettive, mi sento avvolgere dalla paura:
paura di rischiare schierandomi dalla parte della verità,
paura di imboccare la strade della giustizia, di evitare il facile compromesso,
paura di seguire il Vangelo, tutto il Vangelo, senza accomodamenti…

Sento quanto sia difficile scegliere la verità,
poiché è così facile cedere all’ingiustizia…
Comprendo che è costoso schierarsi dalla parte di Gesù, seguire la sua strada,
compiere la volontà del Padre…

È in quel momento che, con coraggio, devo trovare la forza di aprirmi al dono:
il dono dello Spirito, del Consolatore…
Il dono che sempre giunge, lo Spirito Santo,
quando, confuso da mille percorsi, non riesco ad imboccare la strada,
quella che conduce a Dio e al mondo nuovo di cui Gesù ci parla…

Giunga il Consolatore! Allora il dono mi condurrà ad un nuovo coraggio:
abbatterò tutto ciò che impedisce di aderire alla fraternità e alla giustizia,
abbatterò ogni ostacolo dentro e fuori di me…

don Enrico