Chiesa di San Pietro in Gessate. Le immagini della navata destra distrutta dai bombardamenti del 1943

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Chiesa di San Pietro in Gessate. Le immagini della navata destra distrutta dai bombardamenti del 1943

Immagine: Chiesa di San Pietro in Gessate, Moncalvo, San Mauro guarisce una donna dalla mano inferma, parete sx della cappella di San Mauro (IV-di-dx). Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano.


La storia di San Pietro in Gessate, chiesa ancora molto amata dagli abitanti della zona e non solo, è animata da numerosi eventi appassionanti, per esempio la lunga e complessa vicenda del restauro progettato dal Brioschi che solo nel 1912 restituirà alla chiesa il suo stile originario, “solariano”, quasi completamente cancellato dalla trasformazione avvenuta in epoca barocca, oppure la successiva scoperta dei preziosi affreschi quattrocenteschi. Purtroppo, invece, molto dolorosa è stata la terribile distruzione di una parte consistente della chiesa causata dai bombardamenti dell’agosto 1943.
Tutto questo e molto altro è oggetto di una ricerca avviata da parte della redazione di questo sito, con l’obiettivo di raccogliere la documentazione esistente negli archivi e nelle biblioteche milanesi e renderla consultabile nelle sezioni collegate alla pagina dedicata alla chiesa.

La recente messa online da parte del Sistema Bibliotecario di Milano (Risorse digitali) dell’Archivio del Corriere della Sera, ci ha offerto la possibilità di ricostruire molte vicende collegate alla storia dei restauri realizzati nella chiesa, compiuti a più riprese a partire dai primi decenni del 1900, anche di questo, prossimamente, pubblicheremo notizia all’interno del sito.

In questo momento la nostra attenzione si focalizza sulla tanto misteriosa navata destra, alla quale era addossato il convento, quasi completamente distrutta dai bombardamenti.

Cominciamo oggi a pubblicare alcune preziose immagini delle volte. Si rivelerà come tutta la navata fosse splendidamente decorata, con lo stesso stile dell’altra. Le foto provengono dal Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano, e saranno d’ora in poi visibili nella nuova galleria La navata destra scomparsa della chiesa di San Pietro in Gessate della sezione La Foto Storica di questo sito.


Ricordiamo le dedicazioni e qualche informazione sulla cappelle della navata destra:

I. Cappella di San Michele Arcangelo

Detta di San Michele Arcangelo o della Madonna di Pompei, era stata fatta decorare nel 1499 per volere di Ambrogio de Raverti.
E’ ora dedicata a San Giovanni Bosco (1815- 1888)

II. Cappella di Santa Caterina

Detta di Santa Caterina, vergine e martire, venne fatta decorare nel 1499 per volere di Pietro Fedeli.
Fu completamente distrutta dai bombardamenti.

III. Cappella di Santa Maria delle Grazie

Detta di Santa Maria delle Grazie, era precedentemente dedicata a San Lorenzo.
All’altare, l’Adorazione dei Magi di Giovanni Battista Secchi, firmata e datata 1609.
Alla parete destra, San Nicola da Tolentino di Francesco Cairo (1598-1674), tela commissionata nel 1657 (Colombo) e proveniente dalla chiesa dei Santi Cosma e Damiano in Monforte, soppressa nel 1867.

IV. Cappella di San Mauro

Gli affreschi con le Storie di San Mauro, attribuiti a Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo (1568 -1625), rivestono ora le pareti della cappella, fatta inizialmente decorare nel 1495 da Renato Trivulzio.
Alla parete sinistra, San Mauro guarisce una donna dalla mano inferma.
Alla parete destra, San Mauro guarisce un uomo caduto da cavallo.
In alto, San Mauro guarisce due ossessi.

All’altare San Mauro, attribuito a Daniele Crespi
La dedicazione a San Mauro era molto sentita dai fedeli, tanto che la chiesa di San Pietro veniva nel seicento indicata anche col nome di questo santo, la cui festa veniva celebrata il 15 gennaio. Nella cappella erano inoltre presenti delle decorazioni barocche, ora scomparse.

V. Cappella di San Martino

Inizialmente la cappella era stata concessa a Isaia Prata che l’aveva fatta dipingere nel 1512 (Puccinelli) e successivamente a Bernardino Carpano, che rifece le decorazione nel 1521.
La primitiva dedicazione era ai Santi Cosma e Damiano. Un documento del 1489 parla di un donatore di nome Cosma da Osnago che aveva lasciato 100 fiorini per ornarla.
Gli affreschi vennero riscoperti nel 1924 e rovinosamente devastati nel bombardamenti del 1943.
L’unico superstite, I funerali di San Martino (datazione incerta: prob. 1495, oppure più tardo, primo decennio XVI sec.), attualmente collocato sulla parete di fondo della navata destra, attribuito ad Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone (c.1455 – dopo 1523-25), costituisce l’ultimo frammento di un lavoro più ampio e unitario compiuto dall’artista.

VI. Transetto destro.
Cappella di Santa Maria Maddalena, poi di San Benedetto

Giovanni Antonio Castiglioni aveva stabilito con il suo testamento del 1508 di far decorare la cappella dal Bramantino e di affidare l’esecuzione del monumento funebre a Cristoforo Solari, detto il Gobbo. I lavori pare non si siano mai realizzati.
L’imponente Crocefisso ligneo posto all’altare del transetto risale al XVII sec.

Tutte le cappelle sono separate dalle navate da cancellate settecentesche, un tempo sormontate da eleganti decorazioni bronzee (Bossi-Brambilla).


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