Sorelle nel Vangelo…

Exemple

Sorelle nel Vangelo…


Una certa tradizione ci ha abituato alla competizione: quella tra Maria e Marta…
Una competizione che ci dovrebbe portare a scegliere:
quale è la migliore? la più brava? la più vicina all’ideale evangelico?

A differenza di Luca, nel vangelo di Giovanni, Marta confessa una fede piena:
e la sua non è la riposta ad un miracolo (che poi avverrà puntualmente),
è la risposta coraggiosa alla provocazione di Gesù: Credi tu questo?
Marta ha il coraggio di rispondere – in mezzo allo strazio e al pianto –
con una risposta di fede: Sì, o Signore, io credo…

Marta trova, alla fine, la sua vera collocazione: quella del servizio autentico…
Sua sorella, Maria, si era già accoccolata ai piedi di Gesù, e ascoltava la Parola,
mentre Marta invece era tutta presa dai molti servizi… (Luca 10)
La sorella, Maria, aveva già scelto, una scelta difficile e controcorrente,
aveva scelto di non restare confinata nell’ambito del servire nascosto:
tu servi, tu pulisci, tu cucina, tu stira…
Maria aveva trovato il coraggio di rompere la costrizione dei ruoli
e di rivendicare per sé un ruolo nuovo: ascoltare, nutrire la mente,
pensare la vita, ascoltare un amico, l’amico!

Ed ora è il momento di Marta: anche lei discepola amata in modo speciale da Gesù
l’avevamo vista “servire” a tavola, ora la vediamo “servire” la fede dei fratelli…

Probabilmente la comunità apostolica di Giovanni
– una comunità matura e abbastanza lontana dagli entusiasmi degli inizi –
aveva dovuto fare i conti con il problema e l’angoscia della morte,
e, quasi certamente, con lo strazio della morte di un giovane:
che dire? come riflettere? come conciliare l’essere “amati” dal Signore,
con questo buio improvviso che si spalanca nella vita della persona umana?…
Come poter pensare di essere oggetto di amore
di un Dio che sembra abbandonarci al dolore della separazione infinita?…

Marta si mette a “servire” la sua comunità: Sì, o Signore, io credo,
le sue parole sono soffocate dal pianto, dal dubbio, dall’incertezza,
ma sgorgano, vere, a sfidare i secoli e le paure infinite dell’essere umano…

Marta, affaccendata nei molti impegni del servizio, ha saputo ascoltare,
e due cose ha scoperto: sa che Gesù nella sua preghiera ha accesso a Dio
e sa che al futuro appartiene la risurrezione, che fa parte del mondo futuro…

Marta e Maria erano amiche di Gesù perché credevano, come afferma Marta,
che Gesù era il Messia che doveva venire nel mondo,
e, nella loro fede, le due sorelle ci insegnano che Gesù opera il miracolo…
Il loro “servire” non è finito, continua per noi, oggi e sempre..
perché chi le incontra possa credere in Gesù, mandato da Dio per dare speranza!

don Enrico