Mio Dio, abbi pietà di me

Exemple

Mio Dio, abbi pietà di me


Una parabola sulla preghiera con due personaggi ben definiti,

figure ben note nel mondo ebraico del tempo di Gesù: fariseo e pubblicano…
Uno è membro di un movimento religioso fervente e devoto,
accurato nella pratica religiosa e rispettato dall’opinione pubblica…
L’altro è un esattore delle tasse, collaborazionista con gli occupanti romani:
tutti lo accusano di non saper rispettare la legge,
di essere disonesto, di vivere a contatto con i pagani.
Eppure, nella parabola di Gesù, si verifica un capovolgimento:
la preghiera del fariseo non è da imitare, mentre quella del pubblicano è lodata!

Tuttavia il fariseo era un bravo uomo, da imitare:
rispetta la legge (non è ladro, ingiusto o adulterio), digiuna e paga le decime…
La sua è una lodevole preghiera di ringraziamento…
Allora dov’è il problema? Perché non applaudirlo? (lui lo apprezzerebbe!)

In realtà la difficoltà che Gesù incontra non sta nelle azioni del fariseo,
ma nel suo atteggiamento religioso: il fariseo non sa pregare veramente,
non sa entrare in relazione con il Dio vivente; lui parla a se stesso e di se stesso…
Il suo IO è onnipresente e, quindi, può benissimo fare a meno di Dio…
È anche riuscito, nella preghiera, dove il centro non è né Dio, ma lo stesso fariseo,
a tenere d’occhio il pubblicano e a coprirlo del suo disprezzo!
Strano pregare questo: chiuso in se stesso, a gloriarsi di se stesso!

La preghiera del pubblicano si concentra sul suo rapporto con Dio: abbi pietà!

È accompagnata da una serie di atti che sanno esprimere la verità della sua ricerca:
in fondo al tempio, gli occhi bassi, battendosi il petto…
La sua preghiera è un grido che implora e che parte dal cuore…

Assomiglia a quella di alcuni salmi: Dio mio, sono un peccatore, abbi pietà…

Che verità può avere una preghiera, se mi lascia chiuso in me stesso, senza spalancarmi all’Altro, fonte della verità?
Con il disprezzo per l’altro, disprezzo che mi esclude dall’alleanza con Dio, ed anche da quella con i fratelli?

Il richiamo di Gesù mi apre ad una nuova preghiera, preghiera che mi getta fuori da me stesso,

che mi da il coraggio di costruire un ponte verso Dio, il Dio compassionevole, che già mi aspettava…
Preghiera che mi faccia dire la verità della mia condizione, assai complicata:
quella di un fariseo-pubblicano, in una ricerca, sempre aperta,

che vada oltre le mie maschere e i miei nascondigli, per dire semplicemente:
Mio Dio, abbi pietà di me!

don Enrico