La “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” si conclude con il desiderio di una Milano capitale ecumenica d’Italia

La “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” si conclude con il desiderio di una Milano capitale ecumenica d’Italia


Abbiamo concluso la “settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”: sarebbe davvero importante raccogliere l’invito che è risonato, pressante, lo scorso giovedì, nel Tempio della Chiesa Valdese: che Milano diventi la capitale ecumenica dell’Italia!

Nel Tempio gremito, ho potuto riconoscere parecchi volti di persone della nostra Comunità, ed ho gioito per questa disponibilità a mettersi in ascolto l’uno dell’altro. Era anche l’occasione per ricordare i venti anni di formazione del Consiglio ecumenico delle Chiese, il cui Statuto fu sottoscritto dalle 13 Chiese aderenti allora (ora divenute 19) il 13 gennaio 1998 e venne presentato alla città proprio nello stesso tempio valdese il 24 gennaio di due decenni fa.

Dal sito della Diocesi raccolgo alcune provocazioni della serata:

· Daniela Di Carlo, pastora valdese: Voglio fare l’elogio per chi, con caparbietà, dato origine a questo tripudio di legami che permesso che ci potessimo riconoscere, nonostante ci fosse sfiducia dal “basso”, dalle Chiese locali e, talvolta, scetticismo “dall’alto”, nelle Istituzioni. Noi siamo i figli e le figlie di quelle donne e uomini che hanno sfidato una storia costruita su incomprensioni e odii reciproci.
· Sara Comparetti, presidente del Consiglio delle Chiese: L’anima dell’ecumenismo è capire che siamo membra di un unico corpo, chiamate a testimoniare, insieme, Cristo in modo credibile. Sappiamo bene che la comunione non è ancora piena, ma i cristiani di Milano si sono impegnati a riconoscere, nelle altre tradizioni, un tesoro.
· Mario Delpini, arcivescovo di Milano: Come è difficile interpretare la vicenda degli uomini e dei popoli e capire cosa sia successo nella divisione dei cristiani. Nell’incastro tra chi ha ragione e chi ha torto, non è possibile distinguere, perché non c’è soltanto l’egoismo delle singole persone che può avere motivato la divisione, ma una molteplicità di condizioni politiche, economiche, sociali. Tuttavia, Paolo ci dice di non continuare ad accanirci nella ricostruzione del passato come forma di apologia, ma di riconoscere che il peccato ha operato il male e che l’egoismo, in un impasto di fragilità, ha imprigionato lo Spirito, ha fatto prevalere una zavorra, un’incapacità a comprenderci. La Grazia ci suggerisce di metterci nell’umile atteggiamento di chiedere perdono gli uni e gli altri, riconoscendo che in questi ultimi 20 anni lo Spirito ha operato. Il seme della divisione è dentro di noi ed è insidioso, ma qui stiamo raccontando che l’egoismo può essere vinto e che la comunione, almeno parzialmente, è possibile.
· Paolo Ricca, pastore valdese: Come è bella l’unità e come è bella la diversità, ma la Chiesa è radicalmente una. Chi è più potente: Dio che vuole l’unità o noi che perseveriamo nella divisione? In questi 20 anni abbiamo scoperto di avere lo stesso Dio e, allora, non ci vergogniamo di essere ancor divisi? Vorrei che Milano diventasse la capitale ecumenica d’Italia. Questo è l’augurio che faccio al Consiglio delle Chiese Cristiane. La mano potente di Dio è la mano ecumenica. Dobbiamo lasciarci mettere dentro questa mano, diventare cristiani in cammino, arrivando alla perfetta statura di Cristo di cui parla Paolo. Nessuna Chiesa può rappresentare la pienezza. L’unità si farà quando ciascuno capirà che ha bisogno degli altri.

Al termine, dopo la riflessione personale accompagnata da brani di organo, la professione di fede, la preghiera di intercessione proposta dalle diverse Chiese, il Padre Nostro recitato tenendosi per mano, lo scambio della pace e la benedizione impartita insieme da tutti i Ministri, divengono l’emblema, in questa consapevolezza, dell’inizio di un nuovo promettente cammino.


Sta scorrendo, in preghiera e riflessione, la “settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”. Ogni giorno, durante le celebrazioni dell’Eucaristia, almeno una intenzione della preghiera dei fedeli è dedicata a questo grande interrogativo che suscita dolore in chi crede nella Parola del Vangelo.
Venerdì scorso, durante l’Evening prayer, il culto serale della Chiesa Anglicana, abbiamo sperimentato una autentica fraternità e una intensa comunione di speranza di cammini di riconciliazione. Ho scambiato un po’ di impressioni con la Pastora Rev.d Vickie Sims, Chaplain della Anglican Episcopal Church of All Saints’ in via Solferino, e mi ha chiesto di organizzare un incontro tra fedeli delle nostre due Chiese per parlare un po’ in fraternità delle nostre Chiese e della possibilità di testimoniare insieme (anche perché siamo vicini geograficamente, e lei conosce bene la chiesa di San Francesco di Paola) il Vangelo nel centro città.

Nella prossima settimana proseguono gli incontri ecumenici di preghiera, in particolare ricordiamo un appuntamento a noi vicinissimo: giovedì 25 Gennaio, ore 20.30, si terrà, nella Chiesa evangelica Valdese di via Francesco Sforza la celebrazione ecumenica di chiusura dell’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani; il tema di questo anno “La nostra debolezza e la forza di Dio”, sarà oggetto della predicazione dell’arcivescovo monsignor Mario Delpini e del pastore Paolo Ricca.


Si è chiuso un anno che ci ha lasciato in eredità un carico di incertezze, di timori, talora di sentimenti di inadeguatezza rispetto alla direzione del futuro del pianeta e dei popoli, e il primo appuntamento significativo per tutte le Chiese richiama proprio alla fiducia nella potenza di Dio.
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, dal 18 al 25 gennaio, propone infatti il testo di Esodo 15,6 in cui la liberazione e la salvezza del popolo degli israeliti avvengono per la potenza di Dio.
«La mano di Dio – si legge nel testo-guida della Settimana – può essere compresa sia come la sicura vittoria di Dio sugli avversari, sia come la sua infallibile protezione verso il suo popolo. Nonostante la determinazione del faraone, Dio ha ascoltato il grido del suo popolo e non lascerà che perisca perché Egli è il Dio della vita». A preparare il testo e la traccia teologica e liturgica della Settimana sono stati i cristiani dei Caraibi che ben conoscono le fatica della liberazione da vicende del passato che hanno tolto loro la libertà, come fu per gli israeliti costretti anche all’esilio.
Nel nostro mondo, segnato dal peccato, troppo spesso le nostre relazioni sociali mancano della dovuta giustizia e compassione che onorano la dignità umana. Povertà, violenza, ingiustizia, tossicodipendenza, pornografia e il dolore, la tristezza, l’angoscia che vi fanno seguito sono esperienze che distorcono la dignità umana.
Su questo tema a livello mondiale, all’interno dell’esperienza ambrosiana si colloca l’anniversario dei 20 anni di attività del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano (Cccm). E il Consiglio, come sempre promotore del percorso della Settimana, insieme al Servizio Ecumenismo e dialogo della Diocesi ambrosiana, per le iniziative cittadine, ha richiamato il tema della Settimana del 1998 (Rm 8) focalizzato sulla debolezza umana di fronte alla potenza di Dio. «Il card. Martini agli avvii del Cccm ne sottolineò la “debolezza” come elemento centrale della sua costituzione, e quest’anno abbiamo voluto ripercorrere quei momenti rafforzando i sentimenti di ringraziamento al Signore per quanto vissuto in questi anni, ma anche per rilanciare la nostra esperienza alla luce della riflessione di quest’anno. Un’ideale congiunzione – sottolinea Sara Comparetti, presidente del comitato direttivo del Cccm – tra il tema d’origine e quello di quest’anno, che si traduce in un forte invito di riflessione e di rilancio del nostro cammino ecumenico nella realtà milanese». «Ripercorrere i passi compiuti – afferma il diacono Roberto Pagani, responsabile del Servizio Ecumenismo e dialogo della Diocesi – e tendere a unificare in tutta l’area diocesana le proposte della Settimana ecumenica sono i contenuti di fondo. Quest’anno abbiamo anche rafforzato l’invito ai giovani coinvolgendo le cappellanie universitarie».

Ecco il programma completo delle iniziative previste per la tradizionale Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, a cura del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano.

Giovedì 18 ore 18.30Celebrazione ecumenica di apertura
Predicazione del pastore Massimo Aprile
Chiesa della Discesa dello Spirito Santo c/o S. Maria della Vittoria – Via de Amicis, 13 (Tram 3, Bus 94, M2 S. Ambrogio)

Venerdì 19 ore 18.30Vespero anglicano
All Saints Church – Via Solferino, 17 (Bus 94, M2 Moscova)

Sabato 20 ore 17Ecumenismo 2.0: prospettive ecumeniche nell’Italia plurale
Tavola rotonda con Don Cristiano Bettega Direttore dell’Ufficio nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della CEI, Pastore Luca M. Negro Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Padre Ionut Coman Consigliere per il dialogo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia
Teatro Angelicum – Piazza S. Angelo (Tram 1, Bus 43 e 94, M3 Turati)

Lunedì 22 ore 19.30Preghiera ecumenica dei giovani
Basilica di Sant’Ambrogio
ore 20 Happening ecumenico – In collaborazione con le Cappellanie e i Centri di pastorale universitaria della Diocesi di Milano
Oratorio di S. Ambrogio Piazza S. Ambrogio, 15 (Bus 58 e 94, M2 S. Ambrogio)

Martedì 23 ore 18.30Vespero armeno
Chiesa dei SS. Quaranta Martiri di Sebaste – Via N. Jommelli, 32 (Bus 39, 62 e 81, M1 Pasteur)

Mercoledì 24 ore 18.30Vespero ortodosso russo
Chiesa di S. Ambrogio di Milano c/o S. Vito al Pasquirolo Largo Corsia dei Servi, 4 (Tram 12 e 27, M1 S. Babila)

Giovedì 25 ore 20.30Celebrazione ecumenica di chiusura: La nostra debolezza e la forza di Dio – Nel ricordo dei 20 anni del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano
Predicazione di monsignor Mario Delpini e del pastore Paolo Ricca
Chiesa Evangelica Valdese – Via Francesco Sforza, 12A (Bus 94, M1 Duomo)