Preparare una notte…

Preparare una notte…


È facile per noi, Signore, preparare una notte:
anche oggi scenderà la sera, e poi la notte;
anche oggi l’oscurità sembrerà avere l’ultima parola…

Signore, anche oggi – nelle nostre strade – sembra aver vinto la violenza,
sembra aver trionfato la prepotenza, sembra che la menzogna abbia persuaso…

Sai, Signore, nella nostra vita sembra che l’ansia del capirsi sia scomparsa,
stravince ancora la volontà del non comunicare:
persone e famiglie vivono, consapevoli, la divisione e la separazione;
nuovamente impera la lontananza, anche là dove si condivide una casa…

Poi, Signore, la notte aumenta, nel suo buio orrendo,
mentre noi chiudiamo il cuore al perdono e alla bontà,
mentre facciamo spazio a quel mutismo e a quelle sordità che ci salvano,
isolandoci da ogni voce che supplica e chiede…

Così, Signore, possiamo arroccarci nelle nostre consuetudini,
possiamo passare in mezzo a volti chiusi e tristi
senza chiederci un perché, senza lasciarci sfiorare da un dubbio…

Riusciamo, Signore, a guardare in quel buio, in quella notte,
– che abbiamo preparato con convinzione –
con la tranquilla certezza di essere, nonostante tutto, della gente “a posto”…

Ma io so che tu, Signore, non ti rassegnerai!
Nel buio delle nostre notti, tu accendi stelle…
Nel silenzio delle nostre notti, tu fai cantare gli angeli…
Nell’aridità delle nostre notti, tu fai germogliare la vita di un bimbo…

E, a chi – fosse solo per una volta – non distoglierà lo sguardo da quella luce,
inonderai il cuore di speranza e di tenerezza…
A chi – anche solo per una volta – si lascerà incantare il cuore dal canto mite,
darai forza di perdono, di giustizia, di onestà…

d. Enrico