Io non sono il Cristo…

Io non sono il Cristo…


Nel Vangelo di Giovanni la figura del Battista non è quella che prepara
– come invece nei Vangeli sinottici –
è, invece, figura di testimonianza della presenza di Gesù nel mondo…

Così, Giovanni diventa l’emblema di ogni testimone,
modello di ciascuno di noi:
anche noi, oggi, chiamati a testimoniare Gesù,
presente tra noi e nella storia dell’umanità…

Ma Giovanni propone, quando il Messia si fa davvero vicino,
una strana testimonianza: potremmo chiamarla “negativa”…

Giovanni “non è”…
È ben conscio, il Battezzatore, di aver percorso, sino ad ora,
una via forte per indicare la presenza e la signoria di Gesù…
Ma ben comprende il pericolo di arrivare a testimoniare se stesso:
Tu chi sei? Che cosa dici di te stesso?
così domandano gli inviati da Gerusalemme!

Perciò si giunge alla fondamentale testimonianza di Giovanni,
che risponde: Io non sono il Cristo!
Poi, di negazione in negazione, giunge a dirsi voce di uno…

Gesù è in mezzo al suo popolo, ma è necessario sventare il pericolo
di sovrapporsi o addirittura di sostituirsi a questa presenza…
Altrimenti si può correre il rischio di dare testimonianza di sé e non del Signore
e di affermare di sé quello che è solo del Signore…
Esserne soltanto – ma non è davvero poco – voce,
parole che dice, insieme, intima comunione e intensa differenza,
perché solo Lui, il Signore, sia rivelato e comunicato…

Come Giovanni, anch’io devo essere un voce che grida nel deserto,
perché il deserto fiorisca e germogli la primavera…
Come Giovanni, anch’io devo essere un’umile voce,
che Dio possa usare per farsi ascoltare dal mondo…
Come Giovanni, anch’io devo svegliare il cuore di uomini e donne,
non per possederlo, ma per condurlo a Gesù…
Come Giovanni, anch’io devo condurre a scoprire il segreto,
che non è fuori, ma dentro di me e che nasce dall’ascolto…
come Giovanni, anch’io devo mettermi a seguire Gesù,
percorrendo umilmente la sua strada, e non la mia…

don Enrico

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