Portare il peso

Portare il peso


Tra breve il pastore sarà percosso e portato via,
e l’opera da lui iniziata è ancora incompleta…
I sui discepoli, le pecore con cui ha camminato,
in mezzo alle quali ha vissuto e ha rivelato la sua intimità,
sono ancora all’inizio dell’apprendistato…
È vero: son passati ben tre anni, ma tre anni sono pochi per cambiare vita
e per cominciare a vivere e a pensare alla novità di Dio…
Il pastore non ha ancora terminato la formazione dei suoi discepoli…

Gesù sa bene di avere ancora molte cose da insegnare e da trasmettere
e sa bene che i suoi discepoli non sono tra i più intelligenti
e neppure sono forti nello spirito…
Non sopporterebbero neppure di conoscere già
tutte le conseguenze e le implicazioni del discepolato…
Ne uscirebbero scoraggiati
e non sarebbero capaci di sopportare lo scoraggiamento…

Giovanni ci narra l’esperienza delle prime comunità:
nella misura in cui cercavano di imitare Gesù,
cercando di interpretare ed applicare la sua Parola alla loro vita,
sperimentavano la presenza e la luce dello Spirito…

Ad una comunità non saranno risparmiate né tribolazioni dall’esterno,
né divisioni all’interno: queste sono «le cose future»
che ora i discepoli non sono in grado di sopportare
e che rendono attuale il Vangelo della morte e risurrezione di Gesù…

È per questo che Gesù promette l’aiuto dello Spirito Santo:
lo Spirito di verità, vi guiderà alla verità tutta intera,
vi annunzierà le cose future,
mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Il Paraclito, il Consolatore agisce nella comunità
che cerca di incarnare la parola di Gesù nella vita…
A partire da Gesù, dalle sue parole ed opere,
lo Spirito dà significato al vivere l’esperienza di Chiesa:
la rende una comunità che si sforza di realizzare il Vangelo,
le mostra che ciò adempie le promesse del suo Signore,
e la inserisce nel piano di Dio per la salvezza del mondo…

Così, in ogni comunità di discepoli che vive la fedeltà allo Spirito,
si fa esperienza della Santissima Trinità…

don Enrico