Una settimana ancora

Una settimana ancora

Apriamo oggi la Grande e Santa Settimana – come la chiamano in Oriente –
la Settimana Autentica – come la chiamano i nostri antichi codici –
che, dopo il rumore e l’entusiasmo della Domenica degli Ulivi,
chiederà un percorso di particolare intensità, discernimento, segreto, intimità…

Oggi noi leggiamo due testi del Vangelo:
quello solenne e festoso dell’ingresso a Gerusalemme
e quello intimo, raccolto della cena di Betania,
là dove Maria compie il gesto dell’amicizia e dell’intimità verso Gesù…

Due testi che chiamano e invitano, ognuno a suo modo,
ad una interiorità più intensa, a regolare in modo diverso il passo,
a dare tempo ad una nuova attenzione, non egoista, non limitata o incolore…

Tagliare rami e agitarli o prendere un vaso di profumo preziosissimo…
sono il segno di un’attenzione al Dio che vive nel segreto del cuore di ciascuno:

del Dio più grande di me e del Dio che trovo in me e che scopro in me,
del Dio che mi spinge finalmente ad uscire da me stesso…

È importante vivere questa settimana come un tempo per ritornare verso Dio:
un percorso che la Chiesa ci invita a compiere insieme,
insieme, tutti noi, che così spesso siamo dispersi, dimentichi e lontani…

Un tempo per ritornare alla casa della pasqua
e ripartire per portare pasqua nelle nostre case…

Un tempo di accompagnamento, di silenzio, di pace, verso la presenza divina…
Un tempo per entrare nel segreto del Padre,
nel mistero dell’amore del Figlio, nell’intimità della comunione dello Spirito…
Un tempo per cogliere il nostro grande segreto:
quello di Dio stesso che si rivela nella sua più profonda verità e ci introduce nell’intimo della sua vita,
vita di Dio, vita d’amore condiviso e donato…

Un tempo che ci conduce incessantemente al dono e al perdono,
all’amore reciproco e al servizio fraterno…

Entriamo, dunque, in questo tempo!
Con gioia e impeto! Liberandoci dai nostri intoppi… Entriamo nella gioia di Dio,

nel segreto di quella gioia che è la croce del suo Figlio…

Che lo Spirito ci doni, allora, di saper compiere il mistero del Figlio, in mezzo a noi:
il mistero di Pasqua!

don Enrico