27 maggio 2017
MILANO CENTRO: UN CUORE ATTENTO AGLI ULTIMI

“Quando c’è un povero in città, è tutta la città che è malata”

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RELATORI

Il convegno  “MILANO CENTRO, UN CUORE APERTO AGLI ULTIMI” , forte momento di incontro e confronto, ha aperto un dialogo fra i soggetti coinvolti creando una nuova sinergia.

È stata una mattinata intensa. Numerosi gli intervenuti che hanno potuto percepire le proporzioni sempre più ampie del disagio in città per una larga fascia di popolazione; al tempo stesso è emersa la massiccia presenza sul campo dell’associazionismo e del volontariato. Molto gradita e proficua la presenza degli operatori del Comune di Milano che hanno aiutato a comprendere il tentativo di superamento di schemi ormai troppo datati attraverso la nuova strutturazione dei servizi. Tra le righe, abbiamo anche letto che anche per il Comune di Milano l’adeguamento alla nuova realtà sociale necessita di un impulso deciso. Non c’è stato il tempo per dar voce alle riflessioni e alle domande nate dall’ascolto delle diverse testimonianze. Tuttavia nei brevi scambi nella pausa dei lavori è apparsa con chiarezza la necessità di tornare sul tema al fine di identificare una piattaforma comune e consolidare il lavoro di rete. Troppe volte rischiamo di considerare i circa tremila senza fissa dimora, gli scarti della new-economy, le vittime della crisi che non accenna a fermarsi, il grosso numero di profughi e richiedenti asilo, come un mondo a sé stante, quasi una città nella città. Piuttosto, le parole incisive di questa mattinata sono state: comunità, villaggio, reciprocità, relazione. Parole che tendono anche a scongiurare gli eccessi di assistenzialismo che portano con sé aumento della domanda e cronicizzazione delle situazioni. Dobbiamo investire sull’accompagnamento e leggere in ogni persona che incontriamo la domanda di inclusione e la messa in discussione del nostro sentirci diversi e “altri”. Saranno questi i temi da sviluppare presto, insieme alla precisazione delle strategie organizzative.


INTERVENTI

Luigi Maggioni - Ronda Carità e Solidarietà

slide-convegno

Ecco alcune osservazioni tratte dalla relazione tenuta da don Augusto all’incontro dei ministri ordinati del Decanato “Centro Storico”.

Presenze: un centinaio di persone; volontari di varie realtà ecclesiali ma anche semplici fedeli. Preti presenti oltre al decano e al parroco: superiore comunità pp. Serviti, don Barin, don Villa, Msg. Piantanida e Msg. Burlon.

Msg. Sabbadini ha voluto collocare l’azione caritatevole nell’essenzialità del vivere cristiano. Dal punto di vista operativo, ha sottolineato la difficoltà del presente da interpretare e leggere, anche alla luce dell’esperienza Caritas Ambrosiana

Centri d’ascolto: E. Tresoldi ha mostrato l’evoluzione del servizio d’ascolto in rapporto al cambiamento dell’utenza. Il coinvolgimento dell’operatore volontario e non va indirizzato alla costruzione di relazioni buone nella prospettiva della reciprocità.

Il rapporto dell’azione caritativa con una comunità frequentante un centro religioso, come ad esempio la parrocchia di San Carlo, è stato ricordato da M.T. Fazio: importanza del legame fra C.A. e comunità domenicale.

C. Bonfanti ha preziosamente indagato la cultura che deve presiedere alla relazione d’aiuto. Mirare alla ricomposizione sociale oltre l’intervento assistenziale, esige una svolta culturale sia ecclesiale che civile. Comunità e villaggio condivisi sono gli elementi su cui maggiormente insistere per la contestualizzazione delle opere in una visuale di inclusione..

L’esperienza del lavoro di strada non può essere fine a se stesso. L. Maggioni ha messo in grande evidenza la necessità di collegare gli incontri di strada nella notte con i s.f.d. con un servizio di centro diurno in cui tentare di avviare percorsi di integrazione, in cui poter vivere convivialità attorno alla messa in comune di tempo, cibo e cultura.

La presentazione della ristrutturazione dei servizi sociali del Comune, fatta da A. Garbin, ha da un lato consentito di capire la nuova filosofia dell’assessorato e dall’altro l’insufficienza delle risorse in termini di persone e soldi messe a disposizione dall’amministrazione.

Quello dei migranti è un fronte estremamente complesso e sul quale A. Colombo ha cercato di evidenziare i problemi che Milano in particolare vive in quanto città/PORTA verso il nord Europa. Un lavoro di grande respiro compete al servizio in quanto promotore di corretta informazione, di reperimento di nuove risorse di integrazione nella città, di collegamento con tutta la struttura nazionale e internazionale impegnata sul fronte dei flussi migratori.

Non è stato possibile dare la parola ai presenti. Occorre una ripresa dei temi dopo le vacanze. Si preparerà un fascicoletto con le varie relazioni. Il lavoro di rete va intensificato e reso stabile prevendendo anche una più frequente e collettiva interlocuzione col Comune.

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