LA PASSIONE. UN PERCORSO ICONOGRAFICO IN BASILICA

Le opere d’arte conservate nella Basilica di Santa Maria della Passione presentano, dal punto di vista del programma iconografico, una sorprendente omogeneità: si ha, infatti, la netta impressione, percorrendo le navate della chiesa e gettando uno sguardo nelle cappelle e sulle volte, che la maggior parte dei dipinti e degli affreschi raffigurino il tema della Passione di Cristo o soggetti a esso strettamente correlati.

Il tema della Passione si sviluppa intorno ad alcuni nuclei:

L’annuncio profetico della Passione espresso da Profeti e Sibille

Questo tema è sviluppato in particolare nel tamburo della grande cupola, dove compare un’iscrizione nella quale è sintetizzato il messaggio relativo alla futura sofferenza del figlio di Dio; figurativamente questo testo è illustrato dagli affreschi con Profeti e Sibille che decorano gli arconi della tribuna.

L’attuarsi storico della Passione, considerato nei tre momenti del Cenacolo, del Calvario e del Sepolcro

Si tratta forse del tema centrale, e viene sviluppato perciò in quelle che originariamente dovevano costituire le pale dei tre altari principali della basilica stessa: sull’altare maggiore, infatti, doveva trovarsi la Deposizione attribuita a Bernardino Luini (secondo alcuni critici a Bernardino Ferrari), oggi nella Cappella Taverna (transetto destro); nella cappella Taverna si doveva trovare invece la Crocifissione di Giulio Campi (oggi sulla parete sinistra del transetto sinistro); nella cappella del transetto sinistro occupa invece ancora la sua collocazione originaria la grande pala con l’Ultima Cena di Gaudenzio Ferrari. Si tratta dei tre grandi momenti della Passione di Cristo: il Cenacolo esprime il dolore morale, il Calvario è la sintesi di tutta la sofferenza fisica del Salvatore, il Sepolcro esprime infine l’annientamento e l’umiliazione completa. Inoltre nel presbiterio erano in origine collocate le due tele del Salmeggia (oggi nella terza cappella sinistra), l’Orazione nell’orto e la Flagellazione, altri due momenti salienti della sofferenza – morale e fisica – di Cristo. Occorre anche tener presente che, durante il periodo liturgico quaresimale, gli organi presentano le ante chiuse, e ciò permette il completamento della lettura iconografica, mostrando la Lavanda dei piedi di Daniele Crespi a sinistra e l’Incoronazione di spine di Carlo Urbino a destra.

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Enea Salmeggia, Flagellazione di Cristo, 1609, olio su tela, terza cappella sinistra

La meditazione della Via Passionis

Si tratta di un ciclo composto da otto tele, collocate sulle semicolonne appoggiate ai pilastri dell’ottagono sotto la grande cupola e raffiguranti ciascuna la sola figura di Cristo colto in uno dei momenti salienti della Passione (Cristo alla colonna, Incoronazione di spine, Ecce Homo, Andata al Calvario, Cristo inchiodato alla croce, Cristo abbeverato di fiele, Cristo sorretto da un angelo, Angelo con il sudario).  

La vittoria sul dolore e sulla morte nella Risurrezione di Cristo e la Glorificazione di Maria

Alcuni temi dei dipinti presenti nella chiesa della Passione sottolineano che la sofferenza di Cristo non è fine a se stessa, ma solo la premessa necessaria per la sua finale glorificazione e la nostra salvezza. Nell’abside vi sono la Resurrezione e l’Ascensione del Lampugnani e l’Incoronazione di Maria nel catino affrescato da Panfilo Nuvolone. 

Il nostro rapporto con il tema della Passione proposto dall’esempio dei Santi

In alcune cappelle vediamo dipinti raffiguranti il tema della Passione incarnato nella vita di alcuni Santi (S. Francesco che riceve le stigmate e Digiuno di S. Carlo Borromeo).

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