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21-27 Aprile 2019
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Buon sabato!

Scrivo la Notiziaria, mentre rimugino, nella mia mente, ciò che sarà oggetto dell’omelia nella Veglia pasquale di questa prossima notte.
Ho ascoltato, nella proclamazione del “Passio” di ieri, una frase del Vangelo di Matteo che mi ha colpito: A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio (Mt 27,45). E ciò che mi ha colpito è che, nel momento della morte di Gesù, è come se il buio, finalmente, finisse: con la morte di Gesù, inizia la luce della resurrezione. Anche ieri sera, nella preghiera della Via Passionis, sono risuonate parole di luce: Gesù è nella tomba per germogliare vita nuova, come il seme affidato alla terra. Gli otto grandi quadri dell’ottagono di s. Maria della Passione, mostrano, nell’ultimo, l’angelo che presenta la sindone ormai vuota: luce! Luce di resurrezione.
Le parole intense del Custode di Terra Santa che hanno scandito la nostra preghiera serale di ieri, le ho quasi ritrovate nella voce di papa Francesco nel concludere la Via Crucis al Colosseo rivolte a quanti cercano instancabilmente di portare la Tua luce nel mondo e si sentono rifiutati, derisi e umiliati.

È, quindi già sorta le luce in questo Sabato Santo, giorno di silenzio e di contemplazione. Nelle nostre chiese passeranno, oggi, tante persone a contemplare il volto di Gesù sulla Croce; oggi le nostre chiese tacciono di voce (unica celebrazione alle ore 10, in s. Babila, una breve Liturgia della Parola nel mattino), ma sono colme di bisbigli: affidamenti, suppliche, invocazioni.
Diventeranno preghiera corale quando ci ritroveremo alle ore 21, nel cortile interno di s. Babila, per iniziare con la Liturgia del fuoco (l’accensione del fuoco nuovo e l’illuminazione del nuovo Cero Pasquale) la Veglia Pasquale.
Avremo tutti in mano una piccola luce che terremo con noi, accesa di speranza e di fiducia, mentre si snoderà l’antico inno del “Preconio pasquale”. Seguiranno la lunga Liturgia della Parola (con le nove Letture bibliche), la Liturgia dell’acqua (la benedizione del Fonte battesimale con la nuova acqua) e la Liturgia Eucaristica (la consacrazione del Pane e del Vino a cui accederanno tutti). Saremo lieti di far risuonare, al termine della nostra assemblea, le parole antiche dell’esultanza pasquale:

Regina coeli, laetare, alleluia.
Quia quem meruisti portare, alleluia.
Resurrexit, sicut dixit, alleluia.
Ora pro nobis Deum, alleluia

(Regina del cielo, rallegrati, Cristo che hai portato nel grembo, è risorto, come aveva promesso, prega il Signore per noi, alleluia).
Sarà una Veglia intensa di preghiera che non potrà farci uscire dalla realtà terrena in cui siamo immersi (resta ancora tanto buio in questa nostra terra, buio di egoismo e di opportunismo, buio di violenza e di guerra, buio di indifferenza e inciviltà), ma se il buio resta, si spalanca, per tutti noi, un vero inserimento nella storia: ci attende il dinamismo pasquale, una resurrezione da portare nella vita sociale e politica, nella vita familiare e di relazione. Perché il nostro presente, segnato dal buio, si possa rivestire incessantemente della novità pasquale.

Un augurio grande di una vera e santa Pasqua nella resurrezione di Gesù e nella nostra resurrezione.

d. Enrico

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Buon sabato!

Scrivo la Notiziaria, mentre rimugino, nella mia mente, ciò che sarà oggetto dell’omelia nella Veglia pasquale di questa prossima notte.
Ho ascoltato, nella proclamazione del “Passio” di ieri, una frase del Vangelo di Matteo che mi ha colpito: A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio (Mt 27,45). E ciò che mi ha colpito è che, nel momento della morte di Gesù, è come se il buio, finalmente, finisse: con la morte di Gesù, inizia la luce della resurrezione. Anche ieri sera, nella preghiera della Via Passionis, sono risuonate parole di luce: Gesù è nella tomba per germogliare vita nuova, come il seme affidato alla terra. Gli otto grandi quadri dell’ottagono di s. Maria della Passione, mostrano, nell’ultimo, l’angelo che presenta la sindone ormai vuota: luce! Luce di resurrezione.
Le parole intense del Custode di Terra Santa che hanno scandito la nostra preghiera serale di ieri, le ho quasi ritrovate nella voce di papa Francesco nel concludere la Via Crucis al Colosseo rivolte a quanti cercano instancabilmente di portare la Tua luce nel mondo e si sentono rifiutati, derisi e umiliati.

È, quindi già sorta le luce in questo Sabato Santo, giorno di silenzio e di contemplazione. Nelle nostre chiese passeranno, oggi, tante persone a contemplare il volto di Gesù sulla Croce; oggi le nostre chiese tacciono di voce (unica celebrazione alle ore 10, in s. Babila, una breve Liturgia della Parola nel mattino), ma sono colme di bisbigli: affidamenti, suppliche, invocazioni.
Diventeranno preghiera corale quando ci ritroveremo alle ore 21, nel cortile interno di s. Babila, per iniziare con la Liturgia del fuoco (l’accensione del fuoco nuovo e l’illuminazione del nuovo Cero Pasquale) la Veglia Pasquale.
Avremo tutti in mano una piccola luce che terremo con noi, accesa di speranza e di fiducia, mentre si snoderà l’antico inno del “Preconio pasquale”. Seguiranno la lunga Liturgia della Parola (con le nove Letture bibliche), la Liturgia dell’acqua (la benedizione del Fonte battesimale con la nuova acqua) e la Liturgia Eucaristica (la consacrazione del Pane e del Vino a cui accederanno tutti). Saremo lieti di far risuonare, al termine della nostra assemblea, le parole antiche dell’esultanza pasquale:

Regina coeli, laetare, alleluia.
Quia quem meruisti portare, alleluia.
Resurrexit, sicut dixit, alleluia.
Ora pro nobis Deum, alleluia

(Regina del cielo, rallegrati, Cristo che hai portato nel grembo, è risorto, come aveva promesso, prega il Signore per noi, alleluia).
Sarà una Veglia intensa di preghiera che non potrà farci uscire dalla realtà terrena in cui siamo immersi (resta ancora tanto buio in questa nostra terra, buio di egoismo e di opportunismo, buio di violenza e di guerra, buio di indifferenza e inciviltà), ma se il buio resta, si spalanca, per tutti noi, un vero inserimento nella storia: ci attende il dinamismo pasquale, una resurrezione da portare nella vita sociale e politica, nella vita familiare e di relazione. Perché il nostro presente, segnato dal buio, si possa rivestire incessantemente della novità pasquale.

Un augurio grande di una vera e santa Pasqua nella resurrezione di Gesù e nella nostra resurrezione.

d. Enrico

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Buon sabato!

Scrivo la Notiziaria, mentre rimugino, nella mia mente, ciò che sarà oggetto dell’omelia nella Veglia pasquale di questa prossima notte.
Ho ascoltato, nella proclamazione del “Passio” di ieri, una frase del Vangelo di Matteo che mi ha colpito: A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio (Mt 27,45). E ciò che mi ha colpito è che, nel momento della morte di Gesù, è come se il buio, finalmente, finisse: con la morte di Gesù, inizia la luce della resurrezione. Anche ieri sera, nella preghiera della Via Passionis, sono risuonate parole di luce: Gesù è nella tomba per germogliare vita nuova, come il seme affidato alla terra. Gli otto grandi quadri dell’ottagono di s. Maria della Passione, mostrano, nell’ultimo, l’angelo che presenta la sindone ormai vuota: luce! Luce di resurrezione.
Le parole intense del Custode di Terra Santa che hanno scandito la nostra preghiera serale di ieri, le ho quasi ritrovate nella voce di papa Francesco nel concludere la Via Crucis al Colosseo rivolte a quanti cercano instancabilmente di portare la Tua luce nel mondo e si sentono rifiutati, derisi e umiliati.

È, quindi già sorta le luce in questo Sabato Santo, giorno di silenzio e di contemplazione. Nelle nostre chiese passeranno, oggi, tante persone a contemplare il volto di Gesù sulla Croce; oggi le nostre chiese tacciono di voce (unica celebrazione alle ore 10, in s. Babila, una breve Liturgia della Parola nel mattino), ma sono colme di bisbigli: affidamenti, suppliche, invocazioni.
Diventeranno preghiera corale quando ci ritroveremo alle ore 21, nel cortile interno di s. Babila, per iniziare con la Liturgia del fuoco (l’accensione del fuoco nuovo e l’illuminazione del nuovo Cero Pasquale) la Veglia Pasquale.
Avremo tutti in mano una piccola luce che terremo con noi, accesa di speranza e di fiducia, mentre si snoderà l’antico inno del “Preconio pasquale”. Seguiranno la lunga Liturgia della Parola (con le nove Letture bibliche), la Liturgia dell’acqua (la benedizione del Fonte battesimale con la nuova acqua) e la Liturgia Eucaristica (la consacrazione del Pane e del Vino a cui accederanno tutti). Saremo lieti di far risuonare, al termine della nostra assemblea, le parole antiche dell’esultanza pasquale:

Regina coeli, laetare, alleluia.
Quia quem meruisti portare, alleluia.
Resurrexit, sicut dixit, alleluia.
Ora pro nobis Deum, alleluia

(Regina del cielo, rallegrati, Cristo che hai portato nel grembo, è risorto, come aveva promesso, prega il Signore per noi, alleluia).
Sarà una Veglia intensa di preghiera che non potrà farci uscire dalla realtà terrena in cui siamo immersi (resta ancora tanto buio in questa nostra terra, buio di egoismo e di opportunismo, buio di violenza e di guerra, buio di indifferenza e inciviltà), ma se il buio resta, si spalanca, per tutti noi, un vero inserimento nella storia: ci attende il dinamismo pasquale, una resurrezione da portare nella vita sociale e politica, nella vita familiare e di relazione. Perché il nostro presente, segnato dal buio, si possa rivestire incessantemente della novità pasquale.

Un augurio grande di una vera e santa Pasqua nella resurrezione di Gesù e nella nostra resurrezione.

d. Enrico

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