Non dirlo a nessuno…

Non dirlo a nessuno…


È davvero bello contemplare Gesù in preghiera,
pensando che si tratta di una preghiera in solitudine,
fuori dai luoghi ufficiali e dal clamore del canto e delle liturgie…
Ma è anche bello pensare che, in questo luogo appartato, i discepoli erano con lui:
nel momento di maggiore solitudine di Gesù e di sua unione con il Padre,

Gesù non è mai da solo, e rende partecipi i discepoli della sua unione con Dio…
In questo contesto di solitudine e comunione,
risuona, ancora una volta, la domanda; quella che, prima o poi, Gesù riserva, ad ognuno di noi: Voi, chi dite che io sia?…
È un richiesta, questa di Gesù, che impone a ciascuno
di pronunciarsi con sincerità, senza paura e con schiettezza,
per dire cosa si pensa di lui e che posto gli si vuole offrire nella sua vita…
È una domanda che ripropone il tema della fede…
La triplice risposta dei discepoli è, forse inconsapevolmente,
e in tutti e tre i casi mette in risalto la risurrezione:
non si potrebbe parlare infatti di Giovanni Battista, Elia, o uno dei profeti se non si pensasse che fossero risorti…
La risposta di Pietro: sei il consacrato con l’unzione, cioè il Messia,
riprende le prime parole di Gesù, nella sinagoga di Nazaret,
quando Gesù si era presentato come colui che lo Spirito di Dio ha consacrato per portare la buona notizia ai poveri…
Gesù, tuttavia, non si accontenta neppure di una professione di fede: vuole andare fino in fondo e dissipare ogni equivoco…
L’Inviato di Dio, infatti, il Messia, il Cristo,
non è venuto per compiere una marcia trionfale…
Il suo percorso quaggiù finirà sulla collina del calvario, inchiodato ad una croce, abbandonato da tutti…
Davanti ad un Messia del genere
nessuno può fermarsi a pronunciare un riconoscimento, ad individuare un’identità…
Inoltre, Gesù impone ai discepoli di non dire a nessuno che egli è il Cristo: la notizia della passione e risurrezione è così grande e delicata,
che deve essere custodita nel silenzio del cuore…
E non deve essere detta, gridata, proclamata,
ma vissuta nella testimonianza umile e silenziosa di una vita di comunione, di autentica fraternità, di perdono e di sequela coraggiosa della Croce…

don Enrico

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