Far intravvedere Gesù…

Far intravvedere Gesù…


Bisogna leggere anche i versetti precedenti:
Gesù mandò i Dodici ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi…

Ma li invia con un’avvertenza particolare:
Non prendete nulla per il viaggio,
né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche…

Il mandato dei Dodici è per gente povera e dipendente,
tutta la loro forza sta soltanto nella potenza di Gesù…

C’è come il segno di una lotta tra due potenze:
l’inermità dei Dodici e la potenza mondana di Erode…

La potenza dei Dodici è tutta ricevuta da Gesù, per il bene degli uomini;
Erode ha il potere di compiere azioni malvagie e di uccidere,
anche attraverso i suoi servi e le sue guardie…

Gesù rende partecipi i Dodici della sua opera nei confronti dell’umanità,
e li manda a continuare il suo lavoro;
vuole che non si attacchino alle cose della terra, per poter operare bene…

Erode e gli altri colgono una somiglianza:
l’opera di Giovanni Battista e degli altri profeti,
somiglia all’opera di Gesù…
Non è la stessa cosa, ma c’è una relazione profonda:
tutto è all’interno del progetto di Dio che si sta compiendo…

Per questo Erode si chiede: chi è costui?…
Se lo erano chiesto anche gli Apostoli,
dopo che Gesù aveva placato la tempesta…
Sarebbe bene chiedersi sempre: chi è Gesù?
e riconoscere che c’è sempre un mistero nella sua persona…
Poco più avanti troveremo Gesù stesso
che chiede ai Dodici chi dice la gente – e loro stessi – chi lui sia…

Ed ecco l’esito di questo ministero degli Apostoli:
Erode (e la gente) sentendo parlare di tutti questi avvenimenti
(di cui gli ultimi narrati sono il mandato e l’opera dei Discepoli)
si chiede chi sia questo Gesù, e cerca di vederlo…

Forse i Dodici sono riusciti a non mostrare se stessi,
ma in parole e gesti, hanno fatto intravvedere Gesù,
Così questi uomini hanno intravisto Gesù in loro, e lo desiderano…

don Enrico

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