Io c’ero, Signore e tu non mi riconosci…

Io c’ero, Signore e tu non mi riconosci…


Io c’ero, Signore, nel primo banco:
durante le celebrazioni, io cantavo a squarciagola le tue lodi!
Davvero, tu non mi hai visto?

Io c’ero, Signore, nella riunione della Comunità:
discutevo di Bibbia e di argomenti religiosi,
e facevo sentire seccamente la mia opinione!
E dici che non mi conosci?

Io c’ero, Signore, nel parlare con amici, familiari e conoscenti:
parlavo di principi e di valori cristiani
mostravo a tutti il modo di fare politica, economia e finanza,
amministrazione e commercio, da buon cristiano!
E ora fai finta di non avermi mai incontrato?

Io c’ero, Signore, quando presentavo la mia “busta”
per il servizio reso dai preti nel battesimo e nel funerale:
davo i soldi per le iniziative della comunità,
sostenevo le opere pie,
prendevo anche posizione contro il dilagare dell’immoralità e del vizio…
Ti è forse sfuggito che ero proprio io a far tutto questo?

Ma, allora, il mio darmi da fare non vale niente?
Sembra che io non abbia fatto proprio nulla…

Che vantaggio ne ho, Signore, se ora gli ultimi venuti mi passano davanti,
se ora i convertiti diventano i primi,
se ora quelli che tutti ritenevamo lontani
tu li accogli come se li avessi conosciuti ed apprezzati da sempre?

Ora devo proprio confessarlo: non capisco più niente!

Credevo ti bastasse tutto quello che io – e gli altri “buoni” – avevamo fatto,
e ora tu ci chiami “operatori di iniquità”…

Forse perché, Signore, abbiamo messo insieme i nostri interessi con i tuoi?
Forse perché abbiamo ignorato certe tue parole che pur citavamo spesso?
Forse perché ci siamo illusi di poterti ingannare con qualche rito
e di calpestare impunemente la giustizia, negando misericordia e compassione?

Sei davvero esigente, Signore: tu non ami i palloni gonfiati e presuntuosi,
tu cerchi chi preferisce restare umile e piccolo…
Rimpiccioliscimi, Signore, perché possa essere adatto a starti accanto!

 

 

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