Nuove testimonianze di vita comunitaria dall’Assemblea della Comunità Pastorale “Santi Profeti”, di fine anno 2017.

Exemple

Nuove testimonianze di vita comunitaria dall’Assemblea della Comunità Pastorale “Santi Profeti”, di fine anno 2017.


Nella serata del 13 giugno 2017, a conclusione dell’anno pastorale, nella basilica di San Babila, si è tenuta l’assemblea della Comunità pastorale “Santi Profeti”.

L’assemblea è stata inserita nella celebrazione dei Vespri del giorno (martedì della I settimana dopo Pentecoste).
È stata proclamata una pagina della Parola di Dio, tratta dagli Atti degli Apostoli (2,42-48) che consiste in uno dei tre “sommari” in cui Luca, autore del testo, descrive (anche forse in modo un po’ idealizzato, la vita della comunità cristiana delle origini.

Da questa proclamazione della Parola, don Enrico ha tratto lo spunto per proporre una riflessione sulle quattro “perseveranze” che possono diventare una concreta proposta di vita anche alla nostra Comunità.
Nel v. 42 si legge: Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.
Da qui si traggono i quattro “pilastri”: 1 – l’ascolto della Parola; 2 – la comunione fraterna; 3 – lo spezzare del pane; 4 – la preghiera comunitaria.

Su questi quattro “pilastri” (presupposti indispensabili perché lo Spirito guidi ed operi) si costituisce e cresce una comunità:
In questo anno l’ascolto della Parola è stato vissuto – oltre che nella proclamazione biblica alle Messe feriali e festive – nei due cicli di incontri di lettura della Bibbia (lunedì in s. Pietro in Gessate e giovedì in s. Babila. Inoltre, nei Venerdì di Quaresima, la Parola è stat oggetto di preghiera comune accompagnata dalla riflessione su testi di papa Francesco.
Certamente abbiamo bisogno di crescere nel proporre e favorire momenti di comunione fraterna. Se abbiamo vissuto anche giornate, o serate, insieme di festa e colloquio, sentiamo la necessità di proporre nuove occasioni di vita comunitaria.
C’è stato un impegno notevole per mantenere la celebrazione dell’Eucaristia, ciò che è indicato nel gesto dello spezzare del pane, in tutte le nostre chiese. Proprio per questo si sono anche adeguati gli orari delle celebrazioni per evitare doppioni e per rendere più fruibile a tutti la celebrazione.
La preghiera comunitaria è stata vissuta proponendo la celebrazione dei Vespri nella III domenica del mese come preghiera della Comunità, e nel continuare le adorazioni dell’Eucaristia (il giovedì in giornata in s. Pietro in Gessate e il martedì, in mattinata, in s. Francesco di Paola).

Sono seguite numerose testimonianze sulle attività e realtà presenti nella nostra Comunità, tutte significative perché hanno dimostrato il coinvolgimento e il cammino, personale e spirituale, compiuto partecipandovi.
Alla conclusione della preghiera dei Vespri, don Enrico ha proposto alcune linee operative da valutare insieme nel prossimo anno pastorale.

È stata una serata veramente speciale di cui ringrazio il Signore, avendo potuto essere presente.
Desidero concludere questa mia breve relazione con questo pensiero: è proprio vero che lo Spirito Santo soffia e agisce anche se, a volte, noi non ce ne accorgiamo.
Avanti, dunque, con coraggio e costanza, sicuri del suo aiuto!

Lucia C.


Testimonianza del gruppo dell’Adorazione Eucaristica in San Pietro in Gessate

Anche quest’anno la Sacrestia di San Pietro in Gessate ha ospitato gli incontri di lettura biblica del lunedì mattina. Una consuetudine che si rinnova ormai da molti anni e che nell’ultimo percorso ha avuto come tema la prima Lettera ai Corinzi.
Sotto la guida di Don Enrico Cantù e di Don Augusto Casolo, in un clima amichevolmente aperto e vivace,abbiamo letto e commentato la Scrittura e ognuno, secondo la propria capacità e sensibilità,ha avuto modo di esprimere riflessioni, dubbi, domande.
L’atmosfera è sempre stata di condivisione fraterna e di approfondimento,mai di puntiglioso dibattito o di intellettualistico sfoggio di conoscenza.
I nuovi partecipanti hanno poi aggiunto voci diverse per freschezza e interesse.
Negli ultimi incontri il meraviglioso Inno alla Carità di San Paolo è stato riesaminato alla luce della lettura del quarto capitolo dell’ “Amoris laetitia” di Papa Francesco.
Ben consapevoli della ricchezza e della perenne attualità della Scrittura, già ci siamo dati appuntamento per il prossimo anno con la prospettiva di affrontare i libri di Esdra e Neemia. Inoltre l’amicizia che si è creata tra noi è un primo tangibile segno del valore di queste pur brevi ore dedicate alla Parola del Signore!

Noemi


Testimonianza del gruppo di lettura della Bibbia  del Giovedì in San Babila

Il ciclo di esegesi biblica a cura del responsabile della Comunità pastorale Santi Profeti ha raggiunto il quarto anno di vita. Ricordiamo che il progetto prevede la lettura di tutti i libri profetici. Negli anni precedenti sono stati affrontati Elia (la cui gigantesca figura ha conosciuto una straordinaria fortuna anche al di fuori dei due Testamenti) (anno 2014/15), Amos e Osea nei due anni pastorali seguenti, mentre nel febbraio del 2017 è iniziata la lettura di Isaia (profeta di particolare fascino e rilievo anche liturgico, ma anche di singolare complessità perché, come è noto, il libro che da lui prende il nome risulta dal contributo di tre ‘mani’ distinte).
Gli incontri hanno seguito lo schema collaudato negli anni precedenti e che credo possa essere sintetizzato come segue:
1) del libro biblico (o, come nel caso di Elia, dei testi sparsi relativi alla sua figura) è stata data una introduzione piuttosto ampia e densa di particolari, molto utile per trame una guida complessiva anche durante la lettura domestica; il testo viene poi presentato in sezioni su base tematica ed illustrato analiticamente. Come negli anni scorsi, l’esegesi di don Enrico si mantiene fedele ad un sano livello istituzionale, indispensabile quando ci si rivolge ad un pubblico che non è composto da professionisti della cultura biblica. L’illustrazione dei passi fornisce con larghezza le coordinate (cronologiche, storiche, antiquariali, teologiche ecc.) che consentono al lettore di interagire seriamente (cioè non letteralisticamente) con la Bibbia e nel medesimo tempo si tiene lontana da una disamina eccessivamente erudita, da riservare semmai ad approfondimenti ulteriori;
3) viene fornita la stampa dei passi biblici oggetto di ogni incontro, corredati in modo schematico delle spiegazioni e dei riferimenti che vengono poi esposti più ampiamente a voce dal relatore. Si tratta di un sussidi preziosi, da conservare, per poter tornare anche privatamente alla meditazione della Parola divina. Tali sussidi sono reperibili e scaricabili anche dal sito www.santiprofeti.it seguendo il percorso: ATTIVITÀ’ – LA CATECHESI DEGLI ADULTI – GLI INCONTRI BIBLICI.
4) agli incontri partecipa un gruppo di una ventina di persone, in genere costanti nella frequenza; al termine dell’esegesi delle singole sezioni, don Enrico lascia spazio a riflessioni o alla richiesta di ulteriori chiarimenti: l’impressione positiva è che si tratta di interventi motivati dalla seria volontà di migliorare la propria intelligenza della mente e del cuore nei confronti del testo biblico.
Dopo aver letto – nella seconda parte di questo anno pastorale – i capitoli 1-6 di Isaia, si proseguirà, a partire da Ottobre nella lettura di altre parti di Isaia: in particolare il libro dell’Emmanuele (capitoli 6-12) e le due Apocalissi (capitoli 24-27 e capitoli 34-35).

Giuseppe


Testimonianza del gruppo dell’Adorazione Eucaristica in San Pietro in Gessate

Ci si accorge che è il Signore che chiama.
Ricordo quando due anni e mezzo fa mi è stata chiesta la disponibilità a fare un’ ora di adorazione eucaristica al giovedì.
Il reclutamento non fu difficile, richiese solo un po’ di tempo poi tutto fu pronto.
Anche per me che lavoro come dipendente non fu difficile ottenere lo slittamento dell’orario di pausa, anzi questa mia richiesta che per alcuni poteva sembrare bizzarra perché non compresa, diventò poi un segno di Fede profonda e anche le persone dell’ufficio ora sanno che di giovedì in San Pietro in Gessate c’è gente che a rotazione prega davanti al Santissimo un’ora e lo fa per Tutti. Iniziammo il giorno che in Tribunale quell’uomo compii il gesto omicida, fu segno che non solo c’era bisogna di preghiera ma di abbandonarci a Dio.
Ogni volta ringrazio il Signore che “mi ferma” mi tiene lì davanti a Lui perché possa parlargli della mia vita e della vita delle persone che conosco. La preghiera è d’Amore per Lui e per l’Umanità.
Di questi tempi in cui tutti corriamo, specialmente noi di Milano, trovarsi seduti o inginocchiati davanti all’Altissimo è un grande dono di Grazia. (Paola)


Testimonianza sulla Messa feriale

La prima volta che ho sentito il Cardinale Scola raccomandare la partecipazione alla santa Messa anche nei giorni feriali, mi è sembrata una meta irraggiungibile. Oggi è un momento irrinunciabile della mia giornata: anche quella mezz’ora di sonno in meno non è più un sacrificio, tanta è la gioia per l’incontro mattutino con Gesù.
Ha inizio la sera prima con l’analisi delle letture, poi la mattina la celebrazione nella piccola cappella, dove ogni volto è familiare, dove lo scambio del segno della pace è sempre accompagnato da un sorriso. La parola del Signore, il pane spezzato, il dono dell’Eucarestia, il Padre Nostro, il saluto a Maria come commiato: non penso ci possa essere un modo migliore per iniziare la giornata.
E cercare poi di attuare il compito più difficile, quello di essere testimone del Vangelo, di essere “Chiesa in uscita”.
Conosco bene i miei errori e le continue ricadute, ma la forza per vivere in modo diverso la mia quotidianità: famiglia, lavoro, amicizia, può venirmi solo da Dio, da un Dio che è realmente presente nella mia vita, che mi nutre con la sua parola e con il dono dell’Eucarestia.

Olivia


Testimonianza sulla partecipazione alla visita del Papa a Milano

Ripercorro, fra le varie esperienze vissute nell’Anno Pastorale che si va chiudendo, la straordinaria emozione della visita del Santo Padre culminata con la Celebrazione della Santa Messa nel parco di Monza.
Credo di aver già parlato a sufficienza in un mio precedente scritto, allegato al foglio domenicale, dei miei patemi emozionali, dovuti per la parte organizzativa essendo stato prescelto come ROL (Responsabile Organizzativo Locale), oggi vorrei soffermarmi invece sulla risposta e sulla partecipazione all’evento da parte della nostra Comunità Pastorale.

A livello personale ho potuto stringere legami con Persone che non conoscevo, le quali frequentano le Chiese di San Babila piuttosto che di S. Francesco di Paola, ed è ricapitato con alcune di loro di risentirci telefonicamente, semplicemente per chiederci come si stia o come si vada, di altre invece ho il ricordo dei visi contenti, stanchi al culmine della lunga giornata, ma inebriati per ciò che si era vissuto assieme e sono certo che il ricordo di tutti i momenti passati insieme rimanga nel cuore di ognuno di noi.
Anche i fedeli che per ogni ragione non hanno potuto partecipare sono stati molto presenti, prima nel chiedere come stesse procedendo l’organizzazione dell’evento , curiosi nel domandare i particolari su come si sviluppava la giornata mano a mano che si avvicinava il 25 marzo , e compartecipi della nostra felicità al rientro, consci che sarebbe stato altrettanto bellissimo anche per loro partecipare, e alla stessa maniera lo è stato per noi ascoltando con curiosità i racconti di chi ha atteso Papa Francesco lungo il percorso cittadino transennato, piuttosto che di chi si è recato sul sagrato del Duomo per l’Angelus.
Inoltre, a livello personale, ho stretto amicizia con altri ROL con i quali ci rivedremo presto dalle loro parti in zona Stadio San Siro partecipando ad una Funzione nelle loro Chiese e invitandoli presso le nostre perché farsi Comunità vive e interattive agevola l’esortazione ad essere Chiesa in uscita e a costruire , oltre che relazioni personali, anche percorsi condivisi come Parrocchie unendo la gioia di sentirsi Cristiani assieme.

Paolo


Testimonianza della Commissione Caritas Santi Profeti

All’inizio dell’Anno Pastorale ci siamo chiesti la Carità di Cristo ancora ci possiede? Ancora ci spinge all’opera e all’azione?” Abbiamo provato a dare qualche risposta.
La assidua visita alle famiglie nei quartieri di periferia, dal Giambellino a Bruzzano, da parte delle volontarie delle San Vincenzo, va al di là della pura risposta ai bisogni materiali. Si concretizza in uno stile capace di esprimere fraternità, ascolto, attenzione, empatia e relazione per condividere le ferite della vita e dare anche uno sguardo di speranza. È una testimonianza di cittadinanza attiva, ma soprattutto di Chiesa in uscita.
La nostra comunità dice no a indifferenza, egoismo e disimpegno anche attraverso altri modi come la Fondazione Don Carlo Costamagna, il Centro Aiuto alla Vita e il Gruppo Volontarie San Babila. Per questo la Commissione Caritas ha distribuito a novembre un pieghevole con gli utili riferimenti per i parrocchiani che desiderano impegnarsi.
La presenza di vecchie e nuove povertà nel nostro territorio ci interroga ogni giorno e ci sollecita a consapevolezza ed azione. Per questo la Caritas. nella sua funzione pedagogica, sotto la guida ispiratrice di don Augusto Casolo, si è fatta promotrice di un convegno, svoltosi il 27 maggio, dal titolo: Milano Centro: un cuore attento agii ultimi – esperienze, riflessioni, progetti.
Si sono confrontati operatori di area ecclesiale, del privato sociale e della istituzione pubblica al fine di ricercare un percorso condiviso per un piano organico teso a rispondere al disagio di tanti.
Questo riflettere insieme è stato il primo passo e uno stimolo, affinché l’intera comunità pastorale si metta in cammino per “farsi prossimo”.

Maria Grazia


Testimonianza di una catechista dell’Iniziazione

Non è stato facile decidere di provare a mettere per iscritto le riflessioni intense che hanno accompagnato questo ultimo anno catechistico.
Le parole troppo spesso non riescono ad esprimere ciò che il cuore prova.
Alla fine ho preso la mia decisione, coraggiosa.
Da 17 anni, con grande amore e passione, in San Francesco di Paola, cerco di corrispondere al dono di essere catechista che Dio ha voluto mettere sulla mia strada, grazie al mio legame con Don Cecilio, mio padre spirituale, che conosce da sempre il mio amore incondizionato per i bambini ed il desiderio di crescere con loro, in un cammino di crescita religiosa e spirituale.
In 17 anni là dove in San Francesco nulla esisteva a livello di catechesi, sotto la guida di Don Cecilio, si è costruita una piccola vera parrocchia, con una presenza viva di bambini sempre più numerosi. La catechesi non poteva bastare. E la scommessa dopo il primo anno è stata quella di provare ad avviare l’esperienza, difficile, di un oratorio, in una parrocchia del centro dove il fine settimana tutti fuggono dalla città.
Per più di 10 anni, quella che era un’iniziale fragile speranza, è diventata il nostro “Sabato in Oratorio”: una presenza viva di bimbi anche nel fine settimana alle messe domenicali e nuove esperienze bellissime, che negli anni si sono consolidate: la scuola di teatro da ottobre a dicembre per dare vita ad un musical natalizio, laboratori creativi negli altri mesi invernali per aiutare i bambini a liberare la loro creatività, nel creare piccoli oggetti : un impegno solidale per vendere quanto creato durante la Quaresima, le feste di carnevale, le mostre e le esposizioni di primavera…
Sono stati anni ricchi, intensi; si è creato un grande senso di appartenenza, siamo diventati “Parrocchia” in una chiesa, bellissima, ma che essendo in una zona con grande presenza di attività professionali e di uffici, segnalava la difficoltà ad avere una presenza fissa di famiglie. Difficoltà che è stata superata: per l’amore e l’impegno in primo luogo di Don Cecilio, per la dedizione di bravissime catechiste e anche per la collaborazione dei genitori, che si sono sempre più legati alla chiesa ed appassionati.
La decisione diocesana di accorpare progressivamente le tre parrocchie di santa Maria Della Passione, San Babila e San Francesco di Paola, in un’unica Comunità Pastorale, comprensibile nella lucida analisi dei fatti, verificato il ritiro dei tre parroci per raggiunti limiti di età, ha in realtà scatenato resistenze sottili, diffidenze, forse durezze. Ha preso spesso il sopravvento il senso di privazione di qualche cosa che non c’era più, mentre non si vedeva nulla di nuovo.
Una reazione umana comprensibile, non cristiana, come nell’interiorità più profonda avvertivo chiaramente. Ma l’attenzione al nuovo, al futuro, la certezza che ogni cambiamento può avere in sé cose grandi, che occorre seguire con docilità fasi nuove, venivano sopiti dal rimpianto di àncore più sicure. Tremendamente umano, forse non cristiano.
Non lo nego: per me, che conservo e vivo ogni passaggio della mia vita con passione, legata come sono anche alle piccole cose della vita, io che conservo i ricordi, la pienezza degli incontri umani e che guardo al cambiamento con ansia, ci sono stati momenti difficili. Credo che il “barcollare”, il non capire, il cercare di adattarsi a fatica a cose che vengono da una volontà più alta come quella di Dio, cercando di capire anche con sofferenza e un po’ “scalciando”, se pur in silenzio, faccia parte dell’essere cristiano: Dio mette continuamente alla prova
A maggio 2016 ho concluso in San Francesco il percorso di 4 anni del mio quarto gruppo di catechesi, portando questo meraviglioso gruppo di ragazzi alla Cresima. A giugno Roberta mi ha chiamato e mi ha prospettato la situazione riguardante il successivo anno catechistico, nel quale c’era una forte carenza di catechiste in Santa Maria della Passione e mi ha chiesto, essendo gli incontri del primo anno ogni 15 giorni di fare catechismo in Passione. La mia risposta, non nego, è stata molto decisa: “Lo faccio, ma solo ed esclusivamente se mi lasci anche in San Francesco di Paola, perché non mi puoi sradicare dalle mie radici”
Perché negarlo? Un forte scombussolamento: durante tutta la scorsa estate le riflessioni sono state lunghe, perché leggevo tra le righe di quella richiesta fatta sempre con il sorriso, che presto o tardi la sua volontà era quella di portarmi definitivamente in Passione.
L’anno catechistico 2016-2017 ha preso l’avvio: mentre in San Francesco ogni lunedì era un tornare a casa, l’arrivo in Passione è stato per me in punta di piedi, come il bambino che cambia scuola, che sta ritirato un po’ nel suo angolo, perché deve conoscere nuovi spazi, nuove abitudini, si sente a volte forse quasi fuori posto… I mesi sono trascorsi e come sempre grazie proprio a loro, i bambini, tutto si è fatto più dolce e naturale e il mio animo ha capito solo allora, dopo 3 anni, il vero senso e valore della Comunità Pastorale, che fino a quel momento avevo rispettato forse come un’ imposizione, certamente con l’intelligenza, non con il cuore. L’essere presente per la catechesi sia in San Francesco che in Santa Maria della Passione mi ha fatto sentire vivo nel cuore ciò che è una Comunità, con le sue difficoltà logistiche, ma da superare con il cuore, perché la Comunità Pastorale che Dio ci chiede non è un luogo, una chiesa piuttosto che un’altra, un’aula piuttosto che un’altra, ma sentire che Lui è li, presente, vicino a te ad accompagnarti nel tuo impegno di catechista in San Francesco come in Passione
So di aver accolto Don Enrico senza pregiudizio alcuno e con la massima disponibilità a collaborare anche perché diversamente avrei tradito gli insegnamenti di Don Cecilio e, se posso dirlo, del Cardinale Martini.
Ma solo ora l’ho accolto nella parte più profonda del mio cuore davvero e spero che questa sia, o diventi, la posizione di tutti.

Chiara V.

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