Un augurio per l’inizio del “santo mese”, tempo di grazia e di pace

Un augurio per l’inizio del “santo mese”, tempo di grazia e di pace

 


Il monte Hira: la tradizione islamica riconosce il luogo nei pressi della Mecca dove vennero rivelate le prime parole del Corano

“Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185).
Il Corano stabilisce l’obbligo del digiuno: ” O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio.” (Sura II, v.183)

Un mese di purificazione, preghiera, autodisciplina, carità. Il digiuno (sawn) del mese di Ramadan è il quarto dei cinque pilastri dell’Islam; gli altri sono la professione di fede (kalima), la recita quotidiana delle cinque preghiere (salat), l’elargizione delle elemosine (zakat) e il compimento, almeno una volta nella vita, del pellegrinaggio (hagg) a La Mecca.

La Comunità Pastorale Santi Profeti, che in questi giorni prega nella Novena di Pentecoste invocando la luce e la guida del Santo Spirito sulla Chiesa e sul mondo, auspica che la comunità musulmana ed in particolare i fedeli che risiedono in questo territorio della città, possano vivere il “santo mese” come tempo di grazia e di pace.
Il giorno 24 giugno giorno conclusivo di Ramadan faremo gli auguri di grande e buona festa, e sarà nostra premura far conoscere il messaggio del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.

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